Il Csm fa quadrato su Mesiano
Mercoledì, 21 ottobre 2009 - 19:57:00
"L'assunto di una magistratura giudicante che persegue finalita' diverse da quelle sue proprie e, per di piu', volte a sovvertire l'assetto istituzionale democraticamente voluto dai cittadini - si legge nel documento - oltre ad essere privo di fondamento costituisce la piu' grave delle accuse ed integra, anche per il livello istituzionale da cui tali affermazioni provengono, una obiettiva e incisiva delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati. L'interpretazione in chiave politica delle condotte di magistrati, nell'esercizio delle loro funzioni, come manifestazione di una persistente e dolosa volonta' persecutoria, senza alcun preciso riferimento alle circostanze di fatto, costituisce elemento di discredito della funzione e dei singoli magistrati, soprattutto quando, come nel caso di specie, trattandosi di procedimento civile, e' una delle parti che si rivolge ad un giudice terzo, designato sulla base di criteri obiettivi e predeterminati, perche' definisca la controversia, la cui decisione potra', a seguito dell'esercizio della facolta' di impugnazione, essere sottoposta a nuova vaglio critico nel rispetto della legge".
Palazzo dei Marescialli, poi, ricorda il video diffuso da Canale 5, successivamente alla dichiarazione del premier che disse che su Mesiano "se ne sentiranno venir fuori delle belle: questa, rileva la Prima commissione, e' una "illecita intrusione nella sfera privata del magistrato, colto in momenti della sua quotidianita' del tutto avulsi dall'esercizio della sua funzione e certamente non incidenti sulla sua imparzialita' e di indipendenza, avvenuta con tempi e modalita' tali da attentare non soltanto all'indipendenza e autonomia di ogni singolo magistrato, ma anche e soprattutto alla credibilita' della funzione giuridisdizionale stessa, cio' che riveste particolare e inusitata gravita' e conseguentemente determina inquietudine".
Il Csm, si legge ancora nel documento che sara' discusso in plenum nel pomeriggio, esprime quindi "allarmata preoccupazione per un clima di rapporti istituzionali che travalica quello della fisiologia dialettica" e rivolge "un pressante appello a tutte le istituzioni perche' sia ristabilito il rispetto dei singoli magistrati e dell'intera magistratura e, quindi, la fiducia dei cittadini che e' condizione imprescindibile di una ordinata vita democratica". Gli atti e i provvedimenti dei magistrati, secondo l'organo di autogoverno delle toghe, "possono essere discussi e criticati, ma non possono essere pretesto per dichiarazioni che delegittimano il singolo magistrato o l'intero ordine giudiziario: e' indispensabile che non si ripetano episodi di denigrazione e di condizionamento del tutto inaccettabile perche' fortemente lesivi della stessa funzione giudiziaria". Il rapporto tra poteri, conclude il documento, "deve rimanere nella misura di civilta' e rispetto reciproco, non essendo ammissibile una delegittimazione di un'istituzione nei confronti dell'altra, pena la caduta di credibilita' dell'intero assetto costituzionale".
GUARDA IL VIDEO DEL GIUDICE "PEDINATO"



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