Russia, Medvedev abbandona la corsa al Cremlino
Medvedev lascia la corsa al Cremlino, dando campo libero al rivale e sodale Vladimier Putin. Lo assicura lo stesso presidente russo, giudicando l'ipotesi di una rivalità a urne aperte come "difficile da immaginare". In una intervista al Financial Times però non nasconde il suo desiderio di rimanere al Cremlino oltre il prossimo anno per un secondo mandato. 
"Qualsiasi leader che occupi un posto come quello di Presidente deve voler presentarsi alle elezioni. Altra questione è invece se poi prende effettivamente questa decisione o no", afferma. "Io e Vladimir Putin rappresentiamo, in larga misura, la stessa identica forza politica. È per questo che una competizione fra di noi sarebbe distruttiva", aggiunge sottolineando allo stesso tempo la sua diversa da quella del premier su una democrazia "gestita", su un'economia dominata dagli organi dello stato, una impostazione da cui intende, anticipa, in larga misura liberare il Paese.
Medvedev non esclude di poter cancellare l'emendamento della costituzione voluto da Putin nel 2004 per la nomina diretta dei governatori degli 89 soggetti della Federazione e quindi della Camera alta del Parlamento, e ripristinare la loro elezione. "Non penso che sia una questione da inserire in agenda oggi o domani, ma non è un tema chiuso", afferma.
Medvedev si dice favorevole anche a un graduale cambiamento della legge elettorale per consentire l'ingresso alla Duma di un numero maggiore di partiti. Malgrado queste divergenze con Putin, è comunque "assolutamente inappropriato" parlare di divergenze, sottolinea Medvedev. Ma subito incalza: la Russia non può permettersi la coesistenza di economie di mercato e competizione politica limitata. "Un sistema che non fa per noi. In assenza di una competizione politica, le fondamenta di una economia di mercato iniziano a sfaldarsi", aggiunge lo statista. Se rieletto, Medvedev si propone di dare un'accelerata alle privatizzazioni. Il Presidente considera poi urgenti misure di deregulation dell'economia. "L'economia deve auto regolarsi".



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