S'infiamma il Medio Oriente, "presto nuovi attacchi"
Tensione alle stelle in Medio Oriente nel giorno dell'incontro alla Casa Bianca tra Obama, il premier israliano Netanyahu e il presidene palestinese Abu Mazen. Dopo l'uccisione di quattro coloni israliani, Hamas mette in discussione la legittimità dei negoziati di pace e, dopo aver rivendicato l'attacco di martedì, promette altre dimostrazioni di forza. 
Netanyahu-Obama-Abu Mazen
I militanti di Hamas, che sono appoggiati dall'Iran, hanno detto che l'attacco in Cisgiordania è soltanto la prima tappa nella guerra contro le negoziazioni promosse dal presidente americano Barack Obama che, tra poche ore, si riunirà con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il leader palestinese Mahmoud Abbas.
"Questo attacco è solo un anello di una lunga catena di attacchi... ne seguiranno altri", ha detto Abu Ubaida, portavoce del braccio armato di Hamas. Il braccio armato di Hamas, Izz el-Deen al-Qassam, ha precedentemente diffuso una nota "annunciando la piena responsabilità dell'operazione eroica di Hebron".
Intanto il gruppo islamico radicale che controlla la Striscia di Gaza è contrario ai negoziati di pace e non prenderà parte al tavolo delle trattative. Le forze israeliane hanno isolato parte della Cisgiordania, mentre i funzionari della sicurezza palestinese hanno comunicato di aver arrestato circa 50 persone, in seguito all'uccisione del 4 civili israeliani, tra cui una donna incinta.
I soldati israeliani hanno effettuato perquisizioni casa per casa nei villaggi della zona di Hebron, vicino all'insediamento di Kiryat Arba. ''Siamo operativi su piu' livelli da quando l'evento ha avuto luogo, e continueremo ad operare fino a quando non fermeremo i terroristi'', ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore israeliano. ''L'IDF (Israel Defence Forces,) insieme al resto degli apparati di sicurezza israeliani, e' in funzione, e continuera' ad esserlo fino a quando non cattureremo gli assassini responsabili di questo attacco'', ha aggiunto.
L'esercito israeliani ha istituito posti di blocco nella zona. Le forze palestinesi hanno arrestato circa 50 persone durante la notte, tutti sostenitori di Hamas, il movimento islamico che ha rivendicato l'attacco.
LA CONDANNA DI ISRAELE E PALESTINA. Abu Mazen e Benjamin Netanyahu hanno condannato l'attacco terroristico a Hebron in cui sono rimasti uccisi quattro israeliani e da Washington hanno detto che il sangue non fermera' i negoziati. La Casa Bianca ha chiesto ai due leader di "perseverare" nella ricerca della pace. Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor ha confermato la disponibilita' della sua delegazione a rispettare l'agenda dei negoziati. Da parte sua Abu Mazen ha condannato fermamente l'attentato, che vuole solo "turbare" il processo di pace.
ISRAELE SI SPACCA SU GERUSALEMME. Gerusalemme rimarra' "la capitale indivisa" di Israele. Cosi' un collaboratore del premier Benjamin Netanyahu ha rettificato le dichiarazioni fatte dal ministro degli Esteri, Ehud Barak che ipotizzavano la possibile consegna di Gerusalemme Est ai palestinesi. "La posizione del primo ministro - ha detto il portavoce - e' che Gerusalemme e' uno dei punti di discussione sul tavolo dei negoziati . Ma - ha aggiunto - la nostra posizione e' che la citta' rimarra' capitale indivisa di Israele".
ASHTON CONDANNA L'ATTACCO A HEBRON: URGENTE CREAZIONE DI DUE STATI. L'attacco terroristico a Hebron rende ancora piu' urgente la creazione di due stati, Israele e Palestina, "che convivano fianco a fianco in pace e sicurezza fra loro e con i loro vicini". E' il parere dell'alto rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, Catherine Ashton, che condanna duramente l'attentato di ieri."Con questo inaccettabile attacco - scrive la Ashton, che si trova in missione in Cina - i nemici della pace hanno provato a far deragliare i colloqui per la pace in Medio oriente. Ma noi - prosegue - siamo determinati a non lasciare spazio a questi nemici della pace". Il capo della diplomazia Ue fa un appello alle parti in causa nei colloqui che riprenderanno giovedi' a Washington perche' "si impegnino con determinazione nei negoziati. E' imperativo che entrambi le parti mantengano la calma anche in tempi difficile per procedere verso una pace giusta, duratura e globale nella regione".



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