Matteo Salvini? Lo perdoniamo
Fra noi giovani, terroni settentrionali compresi, la canzoncina intonata da Matteo era normale amministrazione. Per un certo periodo, e in certe occasioni, bastava una birra in più a fare scattare un coro compatto, anche simpatico - per noi, milanesi di nascita o d'adozione -, fatto di voci spesso stonate, disturbate dall'alcol, amplificate dalla voglia di stare insieme e fare baldoria. Probabilmente nemmeno pensavamo a cio' che stavamo cantando; o forse sì. Certamente, però, lo facevamo solo quando stavamo insieme, spesso in maniera automatica. Magari - ognuno di noi, dentro di sè - vergognandoci anche un po'. Ma bastava che qualcuno desse il la...
Proprio come ha fatto Salvini. E chi era con lui, l'ha seguito.
"La canzonaccia", come è stata già battezzata da qualcuno, ha indignato - ovviamente - la sinistra, ma non solo. L'onorevole Alessandra Mussolini, napoletana verace, si è sentita molto offesa, e non ne ha fatto un segreto: anche lei ha dedicato alcuni versi a Salvini, da lei stessi composti, nei quali - fra le altre cose - gli dà del pezzente.
Per quanto ci riguarda, anche se questo non vuol dire che non abbia comunque commesso un errore, perdoniamo Matteo e i leghisti che erano con lui; perchè erano a casa loro, a Pontida, alla loro festa; perchè bere in compagnia - e la birra c'era, lo si vede nel video, dal quale si puo' capire bene anche l'atmosfera goliardica, di gioia e spensieratezza di quella sera - talvolta fa perdere il controllo; perchè a furia di lavorare, lavorare e lavorare, nei momenti di svago, fra amici, si tende sempre a sfogarsi un po'. Magari esagerando.



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