Massimo Donadi (Idv) ad Affaritaliani.it: "Il Pd dà prova di debolezza e di imbarazzo"

Martedì, 28 giugno 2011 - 07:45:00


Massimo Donadi

"La nostra non è una svolta centrista: non voglio trovarmi fianco a fianco con Casini". Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, con un'intervista ad Affaritaliani.it, spiega la svolta del partito di Di Pietro: "Le ideologie non ci interessano. Vogliamo essere un soggetto politico generalista che si rivolge potenzialmente a tutto l'elettorato”. E al Pd, che ha criticato l'Idv per aver detto che manca una coalizione, un leader e un programma, dice: "Non dà una prova di forza, ma di debolezza e di imbarazzo. Il nostro è un atto d'amore verso la coalizione". Poi chiude alla riforma della legge elettorale da fare in questa legislatura e apre al referendum proposto da Castagnetti.

Quali spazi vuole ritagliarsi l'Idv con questa svolta moderata che anche De Magistris ha aspramente criticato?
"Non abbiamo fatto nessuna svolta centrista come hanno scritto i media in questi giorni. Anche le parole di De Magistris le condivido in toto: nemmeno io voglio una svolta centrista per trovarmi fianco a fianco con Casini".

Si spieghi meglio...
"La nostra idea nasce proprio da quello che diceva De Mgistris e cioè dalla analisi delle Amministrative e ancora di più dal referendum: coloro che hanno permesso la vittoria di Pisapia a Milano, di De Magistris a Napoli e coloro che hanno votato ai referendum, non sono tutti di Centrosinistra".

Dunque?
"Se ci fossero le politiche molti di questi elettori non voterebbero per il Centrosinistra. Dobbiamo invece cogliere il messaggio che ci mandano quello cioè di essere pronti a rimettere in discussione le loro appartenenze di schieramento a fronte di proposte serie, chiare e nette. Nel caso del referendum 10 milioni di elettori del Pdl hanno bocciato le proposte del governo. Per questo noi ci siamo fatti carico di una situazione che parte dalla constatazione che Berlsuconi sia ormai alla fine della sua esperienza politica e proprio noi che siamo i più convinti antiberlusconiani siamo convinti che per liberarsi di lui bisogna già progettare il dopo berlusconi con una proposta politica che sia in grado di attrarre anche il consenso elettorale di una parte di elettori delusi che ha votato Centrodestra".

Come si può fare questa operazione?
"Non si può fare rifacendosi a basi ideologiche. Quando sentiamo Vendola parlare dalla mattina alla sera di Sinistra, come se fosse in sé un valore assoluto, la cosa ci lascia indifferenti. I vecchi arnesi ideologici non servono più a niente in questo contesto economico e di relazioni internazionali. Per questo ci poniamo tre obiettivi".

Partiamo dal primo…
"Vogliamo essere un partito generalista rivolgendoci potenzialmente a tutto l'elettorato".

Secondo punto?
"Vogliamo agire non sulla base di un'ideologia ma su tre valori di riferimento: libertà, legalità e solidarietà"

Terzo punto?
"Fare proposte concrete per risolvere i problemi del Paese e attuare quelle riforme strutturali di cui l’Italia ha bisogno. Riforme che non si faranno in una legislatura: per questo è fondamentale ritrovare delle fondamenta di comune convivenza a prescindere dal cambio di governo. Questo è però possibile solo dopo Berlusconi che ha impedito il dialogo inquinando la politica con l'uso privatistico della politica e col conflitto d'interessi. La nostra vuole essere una nuova politica che non vuole sentire parlare di ideologie. Le definizioni sinistra e destra non ci scaldano il cuore".

Il Pd non ha però accettato la vostra svolta stroncandola ripetutamente...
"Noi dobbiamo essere leali alleati e non vogliamo cercare lo scontro. Diciamo solo che è un po' bizzarro che quando noi attaccavamo duramente Berlusconi ci dicevano che eravamo un problema perché spaventavamo l'elettorato moderato. Adesso che vogliamo anche noi rappresentare una parte degli elettori di Centrodestra ci dicono che lo devono fare solo loro. Capisco che questo possa aver creato un po' di competizione, ma invito gli amici del Pd a cogliere quanto c'è di positivo in questo: se c'è più di un partito che vuole intercettare voti dall'altra parte dello steccato è solamente un fatto positivo, così si vincono le elezioni. Spero che passato l'attimo di risentimento, prevalga la posizione positiva. Ma vorrei aggiungere una cosa...".

Dica...
"Anche la nostra sveglia al Pd quando abbiamo detto che bisogna costruire l'alternativa non era un attacco ma è un atto d'amore verso il Centrosinistra. Abbiamo posto il problema che mancava una coalizione, un leader e un programma di Centrosinistra, una cosa che sapevano tutti. Il Pd quando ci risponde piccato che la coalizione si farà quando la vorranno loro non dà una prova di forza, ma di debolezza e di imbarazzo. Ripeto la nostra intenzione era quella di dare una mano. Metaforicamente parlando siamo come un rimorchiatore piccolo e agile che scorta la grande nave fuori dalle acque basse del porto per portarla in mare aperto".

Fuor di metafora?
“L'unica ricetta è quella di chiudere l'esperienza di Berlusconi che sopravvive facendo il male del Paese solo perché non c'è un'alternativa. Qualora si costruisse il premier se ne andrebbe in tre mesi".

Intanto Castagnetti è pronto a raccogliere le firme per indire un referendum per cambiare la legge elettorale. E' la strada giusta o si può trovare un accordo in parlamento per eliminare il Porcellum?
"La cosa più importante è salvaguardare il bipolarismo. Per questo sono contrario al referendum Passigli che toglierebbe il vincolo di coalizione riportandoci alla Prima Repubblica. Non conosco invece nello specifico il testo del referendum Castagnetti ma ritornare al Mattarellum sarebbe molto positivo. Di sicuro non ci sono i margini per fare una legge elettorale in questa legislatura: questo è un Parlamento che ha venduto l'anima al diavolo,  in cui molti esponenti sono pronti a cambiare casacca a seconda della convenienza del momento e per arrivare a prendere la pensione. E' un Aula che non ha più la dignità e la legittimità per fare grandi riforme come quella elettorale".

Daniele Riosa

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