Piero Marrazzo e i trans... spunta un altro video
Riscontri, per ora, non ce ne sono. Ma per chiarire ogni dubbio - si legge sul CorSera - i carabinieri hanno acquisito l’elenco delle spese di rappresentanza: l’obiettivo è accertare se, in qualche caso, il denaro per gli incontri clandestini sia stato mascherato sotto voci del tipo «cene ufficiali» o «finanziamenti ad associazioni culturali ». Un trans avrebbe riferito che nell’ambiente era noto che l’ex governatore pagava con i soldi della Regione, ma si tratta di un’informazione ancora da verificare.
Rimbalza così in procura la domanda che in questi giorni circola dovunque a Roma: come ha potuto Marrazzo pagare migliaia di euro a Natalie e forse ad altri viados? Il suo stipendio da presidente era di 10.566,89 euro al mese: una somma elevata, ma non abbastanza da potersi permettere tanta generosità con i trans. Nel bilancio della Regione (capitolo R13502) i fondi destinati alle spese di rappresentanza costituiscono invece un bel gruzzolo: 400 mila euro per quest’anno, che in realtà sono 742.679 perché nel 2008 erano rimasti 342.679 euro.
Non sfugge neanche a Marrazzo che il tema del denaro speso per via Gradoli è bollente. Ed è forse per questo che nell’ultimo interrogatorio (il deposito del verbale, ieri, ha determinato il rinvio dell’udienza del Riesame a lunedì prossimo) ha cambiato versione sulla cifra data a Natalie: «La somma che avevo al momento di entrare nell’appartamento era di soli tremila euro. Mille euro, e non tremila come detto in precedenza, li ho poggiati su un tavolinetto; gli altri duemila erano rimasti nel portafogli». E i cinquemila del primo interrogatorio? «Mi sono confuso — ha spiegato l’ex governatore al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al pm Rodolfo Sabelli — perché il giorno precedente avevo effettuato un prelievo di cinquemila euro dal mio conto corrente. Mi era rimasta la somma di tremila euro dopo aver effettuato alcuni pagamenti per esigenze familiari per un importo di circa duemila euro » .
Non solo: in questo secondo interrogatorio i carabinieri poi arrestati appaiono molto più minacciosi. «Mi trattarono con estrema durezza e violenza — ha raccontato l’ex governatore —. Mi spinsero in un angolo, impedendomi di tirarmi su i pantaloni che mi stavo levando. In tal modo mi trovavo in uno stato psicologico di inferiorità e umiliazione. In più occasioni vennero in contatto con me quasi a volermi intimidire, come per farmi capire che erano armati».
Marrazzo ha poi definito «sporadici e occasionali» sia gli incontri in via Gradoli, sia l’uso della cocaina. «Non so dire da quanto tempo conosco Natalie — ha sostenuto —. Ero stato con lei non più di due o tre volte dal gennaio di quest’anno ». L’ex governatore ha poi ribadito che in casa c’erano solo lui e il trans («Ho deciso all’improvviso di andare in via Gradoli, nessuno poteva conoscere questa mia intenzione») e che la droga è apparsa solo all’arrivo dei carabinieri. Alla versione bis di Marrazzo sull’atteggiamento dei militari replica l’avvocato Bruno Von Arx, difensore di Luciano Simeone: «Si aggiungono bugie a bugie. Il nuovo verbale di interrogatorio reso dall’ex presidente della Regione Lazio è un vano tentativo di irrobustire l’accusa con elementi poco convincenti» .
Il sospetto: nel telefonino del pusher immagini di altri clienti



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















