Lega, flop di Maroni a Treviso. Gli imprenditori disertano l'incontro
Roberto Maroni è approdato sotto la pioggia battente a Treviso, feudo di quel Gian Paolo Gobbo che da segretario veneto della Lega sta soffocando ogni tentativo della corrente maroniana di sfondare anche in Veneto. L'ex ministro dell'Interno ha preso parte ad un incontro con gli imprenditori per cercare tentare di ricucire con quei "piccoli" così critici con la scelta dei padani di andare all'opposizione. Ma ad ascoltare Maroni c'erano pochissimi industriali, la sala infatti era mezza vuota.
Si spera che il governo tecnico finisca e che torni la politica. E' il messaggio lanciato agli imprenditori veneti che hanno incontrato a Treviso l'ex ministro dell'Interno. "Spero che questa parentesi del governo tecnico - ha detto Maroni - finisca rapidamente e torni presto la politica che non e' fatta da malfattori. Il mondo della politica e' fatto da persone che ci credono e che hanno passione". Maroni ha aggiunto anche: "Spero che si torni a votare presto, chiunque vinca le elezioni, temo che il governo dei tecnici non fara' altro che aggravare la situazione".
Parlando dell'incontro di Treviso con un gruppo di imprenditori, un inconro informale voluto dall'assessore regionale leghista Franco Manzato, Maroni ha riassunto: "E' stato un incontro interessante, abbiamo sentito dagli imprenditori quali sono i problemi reali e concreti. La risposta del governo Monti a questi problemi e' nulla. La manovra aggravera' i problemi degli imprenditori". Maroni ha detto anche che nessun imprenditore puo' essere contento di quanto sta succedendo: aumento delle tasse, aumento della benzina, aumento dell'Iva, "una ciliegina sulla torta avvelenata". E ricordando le sue recenti parole che parlavano di una manovra fatta da Fantozzi, Maroni ha aggiustato il tiro: "Non e' fatta da Fantozzi, ma da Dracula che succhia il sangue e uccide l'organismo".
Riguardo al ruola della Lega all'opposizione, Maroni ha detto che mai come adesso il binomio "di lotta e di governo" e' valido: "Le nostre esperienze amministrative d'eccellenza sul territorio - ha spiegato - ci sono utili a Roma per portare critiche a provvedimenti iniqui. La nostra funzione a Roma dovrebbe essere apprezzata da tutti i veri democratici".


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