"Quattro gatti" ma... pieni di soldi. La mappa dei finiani in tutta Italia
| Insider/ Accordo Fini-Casini. Berlusconi: al primo incidente di va a votare Caliendo, mercoledì il voto di fiducia alla Camera ------------------------ Si costituisce anche al Senato il gruppo autonomo dei finiani Futuro e Libertà. Da quanto riferiscono alcuni senatori, che partecipano ad una riunione a Palazzo Madama (nello studio di Baldassari), le adesioni sono dieci. I nomi quelli circolati in queste ore: Valditara, Saia, Digilio, Menardi, Pontone, Viespoli, Baldassarri, Contini, De Angelis, Germontani. Il capogruppo provvisorio sarà Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanze. |
Dopo la rottura definitiva tra Berlusconi e Fini, è l’ora del riposizionamento e non solo alla Camera e al Senato. I finiani sono costretti a scegliere con chi stare anche nelle singole Regioni. Il Sud è il cuore pulsante del nuovo partito "Futuro e Libertà per l'Italia". E tra le regioni la Campania riveste un ruolo importante. I massimi esponenti finiani infatti sono campani, come Italo Bocchino, Pasquale Viespoli e Francesco Pontone. Viaggio di Affaritaliani.it nella galassia-Fini. Ecco la mappa regione per regione.
CAMPANIA
Deputati: Italo Bocchino, Gianfranco Paglia, Giulia Cosenza. Senatori: Pasquale Viespoli, Franco Pontone. Eurodeputati: Enzo Rivellini. Consiglio Regionale della Campania: Bianca D’Angelo. Ma, secondo indiscrezioni, ci sarebbero altri due consiglieri regionali pronti a costituire il gruppo autonomo (ne servirebbero tre per regolamento, ma anche 2 se legati ad un gruppo parlamentare).
Al Consiglio provinciale di Napoli sono da ascrivere ai finiani Enrico Flauto e Giovanni Belleré (altri due, però, ci stanno riflettendo); a Caserta ci sono Giuseppe Sagliocco, Mario Ambrosca e Benedetto Lombardi; a Benevento oltre al sottosegretario al Welfare Viespoli dieci consiglieri comunali; a Salerno Michele Sarno e Gerardo Motta, più un consigliere comunale e un consigliere provinciale; ad Avellino finiano doc è Francesco D’Ercole, a cui vanno aggiunti un consigliere comunale e un assessore al Comune di Ariano Irpino. In provincia di Napoli, appartengono ai fan del presidente della Camera consiglieri comunali di Pozzuoli, S.Giorgio a Cremano e Giugliano, il vicesindaco di Torre del Greco. Infine, va registrata anche la scelta di Marino Marquadt, giornalista di radici comuniste: ha creato un circolo di Generazione Italia perché crede nel progetto di Fini.
LAZIO
Nessuna rottura nel Popolo della Libertà capitolino e laziale. Lo strappo tra Fini e Berlusconi a livello nazionale non ha provocato cambiamenti negli equilibri interni né del Consiglio Comunale di Roma né in quello della Regione Lazio. I fedelissimi di Andrea Augello, finiani per storia politica, rimangono fedeli al premier, al sindaco Alemanno e alla governatrice Polverini.
I consiglieri di Roma Federico Guidi, Pasquale De Luca, Marco Di Cosimo e Federico Rocca, infatti, hanno affermato: "Siamo con Augello che ha sempre detto che in casi di strappo sarebbe rimasto nel Pdl. Di conseguenza restiamo nel partito che dà la maggioranza al sindaco Alemanno".
Anche tutti i consiglieri regionali del Pdl restano fedeli a Silvio Berlusconi. Tra questi anche la fedelissima del sottosegretario Andrea Augello, Annalisa D'Aguanno, che vista la scelta del senatore già finiano doc, ha deciso di restare dalla parte del premier.

Fini con la valigia, la statuetta di Genny Di Virgilio
LE IMMAGINI
PUGLIA
La galassia-Fini in Puglia è ridotta: oltre a Patarino e Divella, i consiglieri regionali Giacomo Diego Gatta e Giammarco Surico, e poi l’europarlamentare Salvatore Tatarella. "Il mio passato - incalza Divella - è di piena coerenza, legato alla destra italiana: seguo Fini in tutte le sue decisioni, a lui ho dato una firma in bianco su qualsiasi cosa deciderà". E se dovesse costituirsi un gruppo parlamentare autonomo? "Ribadiamo la nostra fedeltà fino al 2013 agli impegni programmatici di governo. Saremo critici però su quanto esula dalle proposte fatte agli elettori". È il dna del Pdl a risultare zoppo: "Fini - riflette Divella - non è il portaborse di Berlusconi, ma il cofondatore del partito".
"Sono finiano da sempre", agita la bandiera Patarino. "Vediamo quel che succederà, stiamo lavorando per una situazione di normalità. Ci vorrebbe un incontro fra Berlusconi e Fini: le difficoltà si superano con il confronto diretto, non a distanza. E comunque, anche con un gruppo autonomo non faremo mancare l’appoggio al governo per realizzare quanto promesso agli elettori".
"Amarezza e dispiacere: pensavamo a un grande partito, ma invece il Pdl è un Forza Italia allargato. Il Pdl aderisce al Partito popolare europeo, non può avere una struttura carismatica". L’eurodeputato ha chiara la mappa dei finiani pugliesi: "Ma molta gente è alla finestra aspettando di capire. Certo quello che è successo è singolare: come può un organismo politico decidere per una provvedimento disciplinare?". Le aule giudiziarie scompaginano l’agenda politica: "La questione morale non riguarda il partito, nel senso che non vedo un sistema strutturato come per tangentopoli. Però ci sono episodi personali che potrebbero essere valutati diversamente".
Il partito sulla linea di galleggiamento pugliese è un nido di fratture. E anche di contraddizioni, spiega Tatarella: "In Puglia non c’è molto. Qui è un partito che non esiste". Su cui pesa l’opzione-Fitto, magari: "Pesa tantissimo e in un modo che lascia davvero perplessi. Le dinamiche interne al gruppo berlusconiano vedono contrapposti Quagliarello e Fitto, al punto che è stato impartito l’ordine a tutti i parlamentari di non partecipare a convegni e manifestazioni organizzate da Quagliarello. Un ordine rispettato da tutti i parlamentari pugliesi. Il che mi sembra eccessivo in termini di libertà: qui c’è gente che non sa sfidare un ordine superiore". Chi pensa che l’unica faida sia quella berlusconiani-finiani, si sbaglia. Almeno in Puglia.
SICILIA
La riconquista finiana parte dal Mezzogiorno, il bacino elettorale più forte dell'ex leader di An: 22 dei 33 deputati confluiti nel nuovo gruppo di "Futuro e libertà per l'Italia" sono stati eletti nel Centro Sud. E, dati alla mano, il maggior numero di esponenti di "Fli" negli enti locali risiedono in Sicilia, dove Fini ha stretto un patto di ferro con il governatore Raffaele Lombardo e ha tre assessori nella giunta regionale. A seguire, Lombardia e Campania.
FINI ALLA CONQUISTA DEL MEZZOGIORNO
I finiani possono contare sulla struttura di "Generazione Italia", l'associazione creata da Italo Bocchino che conta già coordinatori in ogni regione e nelle principali province. E non a caso, alla guida di "GI", sono stati nominati esponenti di spicco del movimento. Deputati, senatori, parlamentari europei. Antonio Buonfiglio nel Lazio, Enzo Rivellini in Campania, Enzo Raisi in Emilia, Giuseppe Scalia in Sicilia. Quest'ultimo se la ride: "Lo statuto di Generazione Italia è stato scritto sul modello di Alleanza nazionale". A ribadire il carattere "parapartitico" dell'associazione. Ma non finisce qui.
I circoli di "GI" sono 322 e alcuni di questi, dice ancora Scalia, "hanno sede in immobili che furono del partito". Certo, la scommessa ora è quella di rafforzare la navicella finiana, in vista della prima convention nazionale che si terrà il 6 e il 7 novembre a Perugia. "Ma le adesioni ricevute in questi primi mesi ci confortano", dice Gianmario Mariniello, il direttore di "GI". E snocciola altri dati. Come i diecimila iscritti alla newsletter, o i 12 mila visitatori unici al sito ogni giorno.
Ma oltre a Generazione Italia e FareFuturo ci sono anche altri luoghi di dibattito quali il "Forum delle idee", cui contribuiscono Granata ed esponenti storici della "nuova destra" di Tarchi, come Peppe Nanni e Monica Centanni. Ma anche l'ex senatore verde Fiorello Cortiana.
I SOLDI DI AN
Ma la domanda è: fino a quando, ad esempio, i coordinatori provinciali del Pdl in quota finiana - Enzo Raisi a Bologna, Giulia Cosenza ad Avellino - potranno restare al loro posto? E c'è un'altra partita che conta forse di più che non la conta dei finiani, ovvero quella finanziaria. I finiani da una parte si sono messi in coda allo sportello del Banco di Napoli alla Camera per chiedere di bloccare il versamento mensile - 800 euro - al Pdl. I "lealisti" berlusconiani dall'altra hanno sferrato l'attacco al bersaglio grosso: il "tesoretto" dell'ex Alleanza nazionale - 76,9 milioni di patrimonio netto, 300 milioni di valore degli immobili - affidato a un'associazione gestita da due finiani: Francesco Pontone guida il comitato esecutivo, Donato La Morte il collegio dei garanti. "Perché tutto quello che apparteneva all'ex An, ivi incluso il Secolo d'Italia, deve restare nella esclusiva disponibilità di una minoranza?", chiede il deputato del Pdl Marco Marsilio. Dando corpo al dubbio più radicato, negli ex colonnelli di Fini: che Gianfranco voglia utilizzare il "tesoretto" per lanciare e far radicare il nuovo partito sul territorio.



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