Mantovano, non tutti d'accordo sulla guerra
A me piace piu' l'Italia che manda gli aiuti umanitari a Bengasi piuttosto che l'Italia che bombarda".
E' quanto ha dichiarato il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, intervenuto a "24 Mattino" su Radio 24 sulla decisione italiana di effettuare bombardamenti in Libia. "La mia e' una posizione personale, in un momento di confusione non vuole essere un elemento di ulteriore polemica - ha aggiunto Mantovano -. Ma non solo la Lega ha delle perplessita' sull'intera storia per come e' nata e si e' sviluppata. Anche all'interno del Pdl ci sono delle riserve". Mantovano ha parlato poi del vertice Italia-Francia in programma oggi, con al centro il tema immigrazione: "Il vertice - ha detto il sottosegretario ai microfoni di Radio 24 - avviene per rendere le posizioni meno distanti possibili. Italia e Francia sono tra i Paesi che hanno fondato l'Europa, l'ultima cosa necessaria e' che ci si facciano reciproci dispetti rispetto a temi che chiedono grande compattezza, primo fra questi l'immigrazione".
A Parigi che ha mostrato di non gradire i permessi di soggiorno temporanei rilasciati dall'Italia Mantovano ha replicato: "E a noi non e' piaciuto che a fronte di una posizione comune definita a fine febbraio dai sei ministri dell'Interno che affacciano sul Mediterraneo, tra cui la Francia, poi il messaggio successivo di Parigi sia stato 'arrivano da voi, vedetevela voi'. Ora dico alla Francia: superiamo tutto questo". Tra le ipotesi allo studio c'e' anche la revisione del Trattato di Schengen, ma il sottosegretario la definisce un'ipotesi "decisamente fantasiosa" e propone altro: "Se ci troviamo di fronte a un'ondata di profughi, la Convenzione di Dublino ha come regola che il profugo venga assistito nel Paese dove arriva. E' una regola da rivedere perche' penalizza i Paesi piu' vicini ai luoghi di provenienza. Si potrebbe studiare una dislocazione proporzionata rispetto alla popolazione dei Paesi europei". Infine Mantovano respinge l'ipotesi che Sarkozy possa mettere la questione immigrati sul tavolo in cambio di un appoggio francese alla candidatura di Mario Draghi alla Bce: "Sono questioni totalmente diverse, gli immigrati non sono merce di scambio - afferma Mantovano a Radio 24 - e un incarico cosi' delicato e istituzionale come quello di Draghi non merita questo tipo di discorsi".



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