Manovra/ Le opposizioni: misure frutto delle sottovalutazioni di Tremonti. Bersani (PD): "Non risolve i problemi"

Venerdì, 12 agosto 2011 - 22:21:00

 Un'ulteriore correzione da 45 miliardi per consntire all'Italia di raggiungere il pareggio del bilancio già nel 2013, ma che per le opposizioni è, in realtà, un provvedimento frutto di errori e sottovalutazioni della situazione di crisi del nostro Paese da parte del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

"Così come è uscita, questa manovra non è in grado di rispondere ai problemi", ha commentato a caldo il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Secondo il numero uno del Pd, gli interventi previsti "non sono sopportabili e non prevedono nulla per la crescita. Tremonti ha parlato di una ristrutturazione della manovra, qui non c'è proprio nulla di questo ma si anticipa semplicemente una manovra che i mercati avevano giudicato già inadeguata". "Si anticipa - ha aggiunto Bersani - una fantomatica delega assistenziale, con una clausola che dice 'se non riusciamo a completare la delega, tagliamo le detrazioni al 20%. Questo vuol dire caricare tutto sulle famiglie ed è insostenibile. Quando ieri dicevo al governo 'non fatevi tremare i polsì, oggi devo prendere atto che gli sono tremate le gambe. Questi qui - ha detto ancora Bersani riferendosi ai componenti del governo e della maggioranza - vorranno prendere in giro il Paese".
"Questa manovra chiude definitivamente, dopo quasi 17 anni, la stagione del centrodestra tra promesse mancate, litigi e aumenti record dell'imposizione fiscale", ha tuonato invece Francesco Boccia coordinatore delle commissioni economiche parlamentari del Pd. "La sua portata, che colpirà in maniera durissima il paese e i cittadini, è proporzionale alle menzogne e alle false rassicurazioni date dal governo sulla profondità della crisi", ha aggiunto il parlamentare secondo cui "gli italiani pagheranno gli errori e le sottovalutazioni di Tremonti e dell'esecutivo, responsabili di questo scempio. Si tratta dell'ultimo atto e del testamento di un governo fallimentare, la fine dell'alleanza Lega Pdl". Quindi, "la manovra, è un pasticcio, la riscriveremo in parlamento e chi ha di più dovrà dare di più", ha concluso Boccia.

Poco prima del disco verde del Cdm, un altro esponente del partito di Pierluigi Bersani e cioè Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del Pd, ha spiegato che "la cosiddetta ristrutturazione della manovra approvata a metà luglio lascia il vuoto sulla parte relativa alla delega assistenziale e fiscale ma ne acuisce l'iniquità sociale, perché vengono drammaticamente colpite le condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie con i tagli ai servizi sociali e gli aumenti di tasse a cui sono costrette Regioni, Province e Comuni". "Vengono anche colpite pesantemente - ha proseguito Fassina - le classi medie che fanno fino in fondo il loro dovere fiscale con il pesante inasprimento Irpef, mentre per l'evasione soltanto palliativi". "Infine mancano misure credibili ed efficaci per la crescita, il vero problema per l'affidabilità del nostro debito pubblico, mentre l'aggravamento dell'iniquità sociale causato dalla manovra produrrà effetti ancor più depressivi sull'economia reale. È evidente che il governo Berlusconi - ha conclsuso il responsabile economico del Pd - si dimostra non soltanto colpevole per il passato, ma inadeguato alle sfide di oggi".

Sonora bocciatura anche da parte dell'Udc di Pierferdinando Casini. "Questa manovra, seppur necessaria, si presenta priva di elementi strutturali e infarcita di tasse e balzelli che colpiranno in particolare i ceti medi e le famiglie italiane", ha sottolineato Gianluca Galletti, capogruppo vicario dell'Udc alla Camera dei deputati. "Saremo responsabili, come sempre - ha aggiunto - ma la nostra preoccupazione è altissima".

"Finalmente il Governo ha mostrato le carte. Carte piene sia di ombre sia di luci. Vista la situazione disastrosa in cui versa il sistema economico-finanziario del nostro paese, l'Italia dei Valori ha il dovere di fare la sua parte, affrontando il provvedimento nel merito. Siamo consapevoli che non possiamo comportarci come l'asino di Buridano che, continuando a dire sempre no, alla fine e' morto di fame". Così afferma infine il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "In Parlamento - aggiunge - correggeremo gli errori e cercheremo di apportare le modifiche necessarie per tenere fede agli impegni presi con l'Unione Europea. Consideriamo positivo l'accoglimento di parte delle nostre proposte, come quella di ridurre le province, di accorpare i comuni e di diminuire il numero di consiglieri regionali e di poltrone varie, di aumentare al 20% le rendite finanziarie, di prevedere che i privati che hanno redditi alti diano un 'contributo di solidarieta''. Rimane inaccettabile la riduzione del trasferimento agli enti locali, come denunciato dall'Anci, e quella gravissima apportata alla spesa sociale che incide pesantemente sul welfare e sui lavoratori colpendo clamorosamente i loro diritti, il loro reddito e il loro futuro. Comunque, almeno oggi, una cosa buona e' stata fatta: il governo e' finalmente passato dalle parole ai fatti, presentando la manovra prima dell'affondo del Titanic. Noi dell'IdV faremo fino in fondo il nostro dovere per evitare che la nave cali a picco".
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