Manovra, la Lega dice no all'aumento dell'Iva

Venerdì, 26 agosto 2011 - 16:10:00


Massimo Garavaglia
Massimo Garavaglia
La Lega Nord esce allo scoperto e boccia senza appello l'ipotesi di aumentare l'Iva per cancellare il contributo di solidarietà. Massimo Garavaglia, membro della Commissione Bilancio del Senato e responsabile economico del Carroccio, dichiara al quotidiano online Affaritaliani.it: "E' molto rischioso (l'incremento dell'Iva, ndr). Si inizia con un punto e non si finisce mai.

Sicuramente è demenziale pensare di alzare l'Iva per esempio per abbassare il contributo di solidarietà per i redditi alti. Tradotto: per evitare di far pagare 285 euro l'anno a chi ne dichiara 100mila, ne faccio spendere 50 in più al mese a chi ha un reddito di mille. In generale, però, una rivisitazione dell'Iva nella riforma fiscale può anche avere senso. E' chiaro comunque che ogni euro di Iva in più dovrebbe andare in riduzione dell'Irap per favorire le aziende e di contributi per lasciare più soldi in busta paga".

 

ROBERTO MARONI - In mattinata era intervenuto sulla manovra economica anche Roberto Maroni. "Penso che ci sara', come la Lega ha chiesto, una sostanziale riduzione dei tagli agli enti locali e spero anche un azzeramento soprattutto per quanto riguarda i comuni". E' quanto ha affermato il ministro dell'Interno incontrando i giornalisti al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. "Io - ha riferito Maroni - ho lavorato in questa direzione (riduzione dei tagli agli enti locali, ndr), ho lavorato in silenzio per ottenere questo risultato e mi pare che siamo sulla buona strada".

L'incontro di lunedi' prossimo tra il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi sara' "risolutivo". Nell'incontro "verra' raggiunto un accordo che portera' alla versione definitiva della manovra". Ha dichiarato Maroni. "Il dibattito, il fiorire di proposte che c'e' stato in questi giorni e' stato molto utile. Lunedi' l'incontro tra Berlusconi e Bossi sara' risolutivo: nel corso dell'incontro verra' raggiunto un accordo che portera' alla versione definitiva della manovra".

E sulla Libia: L'Italia e' pronta a trattare con le nuove autorita' per proseguire gli accordi fatti col vecchio regime che hanno consentito una gestione bilaterale ed efficace dell'immigrazione. "La situazione in quell'area e non solo in Libia - sono parole di Maroni - e' molto complicata, non faccio previsioni. Noi siamo pronti a trattare con le nuove autorita' che io ho gia' incontrato, la prosecuzione dell'accordo molto efficace fatto con il regime precedente che ha consentito una gestione bilaterale ed efficace dell'immigrazione Si tratta dello stesso tipo di accordo fatto con la Tunisia e che sta funzionando. Lo abbiamo fatto con l'Egitto e numerosi Paesi subsahariani": Si tratta di capire - ha proseguito Maroni - come si evolvera' la situazione, con che rapidita' e con che risultati. Noi siamo pronti a mettere in campo le nostre azioni, le nostre proposte, i nostri mezzi per arrivare finalmente a fare del Mediterraneo un'area di libero scambio, di scambio di civilita' e di controllo dei fenomeni criminosi".

E rispondendo a chi gli chiedeva se il governo di Bengasi stia collaborando e sia sensibile ai problemi dell'immigrazione il ministro degli Interni ha risposto che "si e' sensibile, ma non c'e' stata nessuna azione e attivita'". "Ce la siamo dovuta vedere da soli e abbiamo gestito da soli un impatto che non ha precedenti: piu' di 57.000 tra profughi e clandestini in sei e sette mesi".

E per dare la portata della straodinarieta' del fenomeno Maroni ha ricordato che nei dieci anni precedenti (2000-2010 sono arrivati in Italia poco piu' di 80.000 tra profughi e clandestini contro i 57.000 giunti in pochi mesi.

 

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