Manovra, il Carroccio boccia l'aumento dell'Iva
Il Carroccio è pronto ad alzare le barricate contro l'aumento dell'Iva paventato dal ministro Romani e da numerosi deputati del Pdl. Umberto Bossi ha una sponda di ferro nel ministro Tremonti che considera l'aumento della tassa sui beni come fumo negli occhi: una misura che restringerebbe i consumi che, a sua volta, avrebbe un effetto finale depressivo sul Pil. 
La Lega teme poi che un innalzamento dell'Iva dal 20 al 21% potrebbe dare la stura a futuri aumenti. Come confida un esponente leghista sentito da Affaritaliani.it, che vuole mantenere l'anonimato: "Si inizia con un punto e non si finisce mai". Altro capitolo caldo è quello delle pensioni, ma anche qui il Senatùr non vuole mollare e rigetta qualsiasi tipo di aumento dell'età pensionabile. Tradotto: non ci sarà nessuna accelerazione per l'aumento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne e neppure per il raggiungimento della cosiddetta quota 100 (la somma tra età anagrafica e età contributiva). La priorità per il governo resta quella di far quadrare i conti e mantenere il saldo della manovra a 45 miliardi, ma farlo con una quantità innumerevole di diktat incrociati non sarà certo un compito facile. La discussione in Parlamento potrebbe dipanare la matassa sempre che non si areni e sempre che il governo non decida di porre la fiducia sulla manovra. Ma a quel punto, a sbarrare la strada alla finanziaria bis, potrebbero essere gli stessi parlamentari che fino ad oggi hanno sostenuto l'esecutivo.
Daniele Riosa



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