Manovra, le reazioni. Donadi (Idv): "Truffaldina e a casaccio". Fassina (Pd): "Su fisco misure vaghe o dannose"
DONADI, TRUFFALDINA E TAGLI A CASACCIO - "Una manovra truffaldina, piena di tagli a casaccio. Peggio di così non potevano fare". Lo spiega Massimo Donadi. Il presidente del gruppo Idv alla Camera attacca: "Questo governo dà un'altra prova di incapacità e non ha neanche il coraggio di assumersi le proprie responsabilità perchè scarica sul prossimo governo il vero peso di questa manovra. Una manovra truffaldina che non risolve i problemi e non rilancia l'economia". Poi conclude: "Non siamo disposti a sostenere questo imbroglio ai danni degli italiani, che toglie i servizi e non dà nulla in cambio".
FASSINA (PD), SU FISCO MISURE VAGHE O DANNOSE - "La scelta di affrontare con una genericissima delega la riforma dell'Irpef indica la finalità elettorale del provvedimento. Le tre aliquote formali sbandierate da Tremonti non dicono nulla. Per capire quali sono le aliquote effettive, cioè quanto pagherà ciascun contribuente, è necessario conoscere i limiti degli scaglioni e l'importo delle detrazioni. Il Ministro Tremonti può rassicuraci indicando che la sua riforma dell'Irpef avrà un impatto progressivo, ossia migliorerà le condizioni dei redditi bassi e medi?". Lo chiede in una nota Stefano Fassina. Il responsabile Economico del Pd spiega: "La scelta di abbassare dal 43 al 40% l'ultima aliquota Irpef implica il contrario. In una fase difficilissima per la finanza pubblica e per le condizioni della stragrande maggioranza delle famiglie italiane ogni euro svincolato dall'abbattimento del deficit andrebbe concentrato su chi è in maggiore difficoltà. Tanto più che mentre il Parlamento si intratterrà con un disegno di legge delega che non darà mai origine ai decreti attuativi, il federalismo leghista dispiegherà i suoi effetti con aumenti dell'addizionale comunale all'irpef, con l'imposta di scopo, con l'imposta di soggiorno, con il raddoppio dell'Ici sui beni strumentali di lavoratori artigiani, commercianti e piccoli imprenditori".
CAMUSSO, EQUITA' SOCIALE NON C'E' DA NESSUNA PARTE - ''L'equita' sociale nella manovra cosi' come si preannuncia non c'e' da nessuna parte''. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, alla tavola rotonda con Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini a 'Cgil incontri' a Serravalle Pistoiese (Pt). ''Questa manovra ha tagli eccessivi, non mette in campo niente per la crescita, non da' niente per il lavoro, in un Paese che rischia di imbarbarirsi'', ha aggiunto. ''Bisogna - ha concluso - avere il coraggio di fare una operazione sulle grandi ricchezze, chiamare il paese alla responsabilita': chi ha di piu' paga di piu' e chi ha di meno paga di meno. Senno' e' campagna elettorale''.
MANTINI (UDC), VANNO ESAMINATI I DETTAGLI - "Dobbiamo esaminare i dettagli della proposta. Nei particolari si annida la sostanza ed anche il diavolo, e' una manovra pre elettorale che rinvia le scelte al futuro e questo e' il dato criticabile. E' vero che c'e' l'esigenza di tagliare i conti, ma lo si puo' fare anche sviluppando anche le entrate. Si guarda piu' all'interesse della maggioranza, evitando di fare scelte impopolari, rinviando, perche' ora il governo non ne ha la forza. Poi il Dl contiene scelte sbagliate, il colpo di spugna sugli ordini, ad esempio". Lo afferma Pierluigi Mantini (Udc), intervenuto nel corso del programma radiofonico 'Roma Anch'io' in onda su Radio Ies.
RUTELLI, SOLO COPERTINA ANNUNCI; SERVONO DECISIONI - "Non c'e' una finanziaria, solo una copertina e degli annunci". Cosi' Francesco Rutelli, presidente nazionale dell'Api, circa la manovra economica. "Il governo - ha aggiunto - ha la tendenza a voler rinviare le decisioni difficili a tra due anni, ma due anni sono troppi ed e' ora il tempo delle decisioni impegnative per il bene del nostro paese, per la salvezza dei conti pubblici, del reddito degli italiani e delle opportunita' di lavoro".



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