Cicchitto ad Affaritaliani.it: Mannino vittima di giudici politicizzati

Venerdì, 15 gennaio 2010 - 09:52:00


Vedo tutto ancora confuso - Di Bettino Craxi

"La sinistra rifletta sulla figura di Bettino Craxi"

Ecco la verità politica su Bettino in un libro choc

Le ceneri di Craxi

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Contro Andreotti una sentenza politica. Parola dei magistrati di Palermo

FORUM/ Contro Giulio Andreotti una sentenza politica? Il caso va riaperto? DI' LA TUA?

Calogero Mannino (assolto dall'accusa di mafia dopo 17 anni), Bettino Craxi e Giulio Andreotti (vedi box a lato). "C'è un filo conduttore: l'uso politico della giustizia, più che una giustizia che non funziona. Perché erano tre personaggi politici rilevanti", afferma ad Affaritaliani.it il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. "Poi, a testimonianza della paradossalità delle polemiche che si fanno sul processo breve, pensiamo che Mannino è stato prosciolto dopo 17 anni. Questo ci dà l'indice che c'è un uso politico della giustizia e, in alcuni casi, anche una giustizia che non funziona. Perché dico in alcuni in casi; perché nel caso di Mannino c'è stata anche una giustizia che non funziona, nel caso di Craxi invece si è verificato l'opposto. Nel senso - spiega Cicchitto - che i tre gradi di processo, per fargli avere una sentenza finale, sono stati velocissimi. Quindi è una giustizia che talora è lentissima e talora invece è velocissima. Ma comunque, in una sua parte, è politicizzata".

CRAXI COMMEMORATO A ROMA, PRESENTATA UN'INTERVISTA INEDITA
"Non mi sono potuto difendere dai processi falsi architettati con un golpe postmoderno nè dalla violenza di una giustizia politica. Per questo sono in esilio politico". Nella lunga intervista raccolta ad Hammamet nel 1997 da Luca Josi, Bettino Craxi parla della sua vicenda politica e a tratti non riesce a celare l'emozione. Nell'imminenza del 10/mo anniversario della morte al teatro Capranica è stata organizzata una commemorazione con la presentazione di un filmato-intervista inedito girato dall'ex leader del Giovani Socialisti e poi per anni segretario di Craxi. Le riprese si aprono con la famosa scena del lancio di monetine al leader socialista ormai travolto da Mani Pulite dinanzi all'hotel Raphael. Poi la parola passa allo statista rifugiatosi ad Hammamet, che viene ripreso anche nella sua dimensione umana e nella vita quotidiana. Centinaia di persone hanno affollato il cinema Capranica, moltissimi i giovani presenti. Tanti erano gli ex parlamentari, ex ministri ed ex militanti socialisti, alcuni dei quali hanno poi proseguito nel centrodestra la loro carriera politica: Fabrizio Cicchitto e Maurizio Sacconi erano le figure più importanti. Tra gli ex della politica, Claudio Signorile, Claudio Martelli e Gianni De Michelis. Alla proiezione hanno assistito anche esponenti politici che mai sono stati socialisti, primo tra tutti Pierferdinando Casini che nel 2003 si recò a far visita alla tomba di Craxi. Tra gli uomini di spettacolo sono stati notati Massimo Boldi, Luca Barbareschi. Tra le prime file c'era Bobo Craxi, mentre era assente la sorella Stefania partita per Hammamet. Presente anche Augusto Minzolini, ora direttore del Tg1, che all'epoca della leadership craxiana era un giovane cronista parlamentare.

MAFIA, LA CASSAZIONE CONFERMA L'ASSOLUZIONE DI MANNINO
La sesta sezione penale della Cassazione ha confermato l'assoluzione dell'ex ministro democristiano Calogero Mannino, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici della Suprema Corte hanno infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale di Palermo contro la sentenza con cui la Corte d'appello del capoluogo siciliano, il 22 ottobre 2008 in sede di rinvio, aveva assolto Mannino, oggi deputato Udc. L'esponente politico fu arrestato il 13 febbraio '95 e trascorse 23 mesi in custodia cautelare, tra carcere e arresti domiciliari. In primo grado, nel 2001, Mannino venne assolto ma la Corte d'appello di Palermo, l'11 maggio 2004, lo condanno' a 5 anni e 4 mesi di reclusione. La Cassazione, nel 2005, aveva quindi annullato con rinvio la sentenza di condanna, nel processo d'appello bis del 2008, i giudici palermitani hanno pronunciato un verdetto di assoluzione dell'imputato, che con questa sentenza diventa definitivo. Anche il pg di cassazione Iacoviello, nella requisitoria, aveva sollecitato la conferma dell'assoluzione.

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