Manganelli lancia l'allarme terrorismo: "Gli anarchici sono pronti ad uccidere"
L'area anarco insurrezionalista "e' pronta a fare il salto di qualita', e' pronta all'assassinio". Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, in un'audizione davanti alla Commissione affari costituzionali della Camera. "Dobbiamo capire che se fino ad oggi non e' accaduto - ha sottolineato Manganelli - e' perche abbiamo avuto la fortuna che non accadesse".
"Quando si mette un ordigno in un giardino - ha ricordato - e dopo qualche minuto se ne fa esplodere un altro nella stessa area, vuol dire che si vuole colpire chi interviene. E l'assistente del ministro dell'Interno greco mori' nell'esplosione di un plico esplosivo".
"La nostra Federazione anarchica informale - ha spiegato Manganelli - ha aderito alla proposta degli 'omologhi' greci delle Cellule di cospirazione di fuoco, proposta di adesione ad un network internazionale piu' agguerrito, che mira a mettere in piedi azioni violente antisistema". Abbiamo sempre pensato che "anarchismo fosse sinonimo di spontaneismo e la stessa cosa vale per la magistratura, che persegue associazioni di tipo mafioso con gerarchie precise ma ha piu' difficolta' nel perseguire un'organizzazione che lo e' fino a un certo punto, visto che nulla vieta al singolo esponente di fare azioni individuali. Personalmente - ha concluso - ho parlato con alcuni dei procuratori piu' esperti in materia per cercare di capire se ci sono spazi per un'altra figura normativa, diversa dall'associazione o dalla banda armata, per perseguire un'associazione speciale, a meta' tra l'organizzazione strutturata e l'organizzazione che ti rende forte in quanto appartieni ad essa ma non ti vieta, anzi, di fare qualcosa da soli".
Quello dell'anarco insurrezionalismo "e' un fenomeno colpevolmente trascurato in questi anni, mediaticamente capito poco anche perche' solo per caso non ha portato a dei morti, non sempre compreso nella sua effettiva dimensione anche da una legislatura come la nostra che in alcuni settori come questo denuncia dei 'buchi'". Lo ha affermato il capo della polizia, Antonio Manganelli, in audizione davanti alla Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati.
MANIFESTAZIONI - "Lo scorso anno abbiamo battuto ogni record di manifestazioni pubbliche: quelle regolarmente preavvisate, discusse in sede di Comitati provinciali di ordine pubblico e oggetto di ordinanza del questore sono state 10.461, oltre il 40% in piu' rispetto al 2008 e al 2009, il 10% in piu' rispetto al 2010. Ma soltanto 187 di esse, l'1,8% del totale, ha fatto registrare episodi di 'effervescenza', dalle semplici contestazioni sonore alla necessita' per le forze dell'ordine di fare ricorso a cariche di alleggerimento o a cariche piu' 'muscolari'". Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, nel corso di un'audizione davanti alla Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati. "Il manifestante - ha ricordato il capo della polizia - per noi non e' una controparte ma colui al quale garantire il diritto a esprimere la propria protesta, ovviamente nell'ambito della legalita'. Non ci sono piu' i vecchi servizi d'ordine? E' vero - ha ammesso Manganelli rispondendo alla domanda di uno dei commissari - una volta erano i sindacati e i grandi partiti ad aiutare a 'gestire' la piazza e a garantire esiti non cruenti, ma oggi tutto questo non esiste piu', ne' a destra ne' a sinistra".


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