Il filosofo e teologo Vito Mancuso ad Affari: "Alla Chiesa il concetto di natura in sé e per sé non interessa. Se le interessasse..."
A causa del nulla da cui si ritiene venga la natura, il divino è necessariamente pensabile dalla prospettiva tradizionale solo come soprannaturale. La natura è semplicemente una serva, peggio ancora un gendarme. La natura viene pensata in modo rigido, senza movimento, senza evoluzione, senza libertà . Questa è la ragione principale della condanna di Scoto Eriugena, dei sospetti verso il neoplatonismo italiano rappresentato da Pico della Mirandola (lui pure condannato), Ficino, Telesio (condannato), Campanella (circa vent'anni di carcere e di torture), Giordano Bruno (messo al rogo il 17 febbraio 1600, anno santo del Signore). Questa è la ragione principale del rifiuto della grande teologia dell'idealismo tedesco.
Questa è la ragione dell'imbarazzo della dottrina tradizionale di fronte alle difformità prodotte dalla natura, come l'omosessualità . Non si accetta l'idea che la libertà di cui l'uomo gode sia inerente alla stessa natura. Per questo ogni differenza viene moralisticamente giudicata come devianza, e per questo per secoli e secoli si guardava a chi nasceva gravato da una malattia genetica come "castigato" da Dio".



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