Mafiosetti e pure stronzetti

Lunedì, 14 dicembre 2009 - 12:32:00

Di Pasquale della Torca

Un Tartaglia qualunque. Dicono sia uno psicolabile. Ma è uno con gli occhi velenosi  e io non ci credo che c’ha dentro il canchero della follia. Vogliono farci credere che la sua psichedelia sia una sorta di assoluzione.

Un matto-genietto amante dell’elettronica che inventa stronzate come i quadri ballerini. E’ la sintesi  che i media propongono di una farabuttata da vero farabutto.

A dire il vero sarebbe ora, definitivamente, di smetterla con questi svergognati virulenti ex antifascisti transitati nell'antiB accortamente aizzati da un lungo e sottile gioco del dire, dello sbraitare, del declinare, dell’inventare, del supporre, dell’insinuare nefandezze pomposamente etichettate come anti-berlusconiane.

Insomma c’è poco da tergiversare e andar cauti; il tartaglia come i mafiosetti stronzetti abituati da sempre a dar fastidio, ronzare in maniera petulante intorno a tutto quel non declina uguale al loro verbo, la teppaglia antiberlusconiana ch’è la suburra di certe politiche e di certi ignavi, politicanti e mediatici, deve essere fermata, quindi punita, sveramente. Come nelle migliori democrazie.

Che astruso concetto della democrazia hanno alcuni politici italiani tutti d’un pezzo, rigidi nelle loro posizioni, cioè cadaverici!

Che strane opinioni , quei politici tutti d’un pezzo, e molti pennaiuoli, hanno dei loro avversari politici: del loro avversario politico, sul quale hanno costruito le loro fortune.

Le immagini di Berlusconi sanguinante che sono dardeggiate ovunque invece di rappresentare la scena cruda di una violenza, un pugno nello stomaco, l’orrore di una trasfigurazione avvenuta tramite un oggetto contundente deliberatamente e con odio usato contro di lui diventano nuova linfa per invereconde elucubrazioni  invece che accusa dura e pesante verso quel violentatore.

Gli occhi dolorosamente spaventati di Silvio Berlusconi, il suo volto amaro e ferito, imbrattato di sangue, appaiono in televisione come una maschera petroliniana, anch’essa devastante, ma denunciante l’incommentabile stato della politica in Italia e dell’assoluta mancanza di cultura politica.

La costruzione del mostro è divenuta l’epica di molti politicanti interpretati, oggi, da un tartaglia qualunque. E’, dunque,  di questa povertà culturale e civile che affligge moltissimi politici e settori della cultura e dei media che dobbiamo aver  paura, non di Silvio Berlusconi.

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