Mafia/ Lombardo: inchiesta di Catania? O sciocchezze o 'messaggi'
![]() Raffaele Lombardo |
"Sono voci tutte infondate, una serie di sciocchezze, a meno che non sia il modo di comunicarmi qualcosa". Lo ha detto il presidente della Regione, siciliana, Raffaele Lombardo, parlando delle nuove indiscrezioni del 'Corriere della sera' sull'inchiesta della Procura di Catania secondo cui sarebbe coinvolto l'assessore regionale Nino Strano, oltre allo stesso Lombardo.
"Mi auguro -ha aggiunto il presidente- che qualcuno mi contatti e che io non debba ricevere le contestazioni per mezzo stampa. Ho detto al Corriere della Sera di intervistarmi, se no saro' costretto a rivalermi sul piano civile e penale, perche' sono tutte notizie infondate". Ai giornalisti che chiedevamo sulla posizione dell'assessore, Lombardo ha ribadito: "Strano ha confermato quello che io ho sempre sostenuto, che le accuse a lui rivolte sono soltanto una serie di illazioni". Infine, aproposito di altre notizie su un progetto avanzato dalla moglie, Lombardo ha affermato: "Mia moglie ha rinunciato al prestito per realizzare un impianto fotovoltaico che ci avrebbe reso 150mila euro all'anno, piu' della mia indennita' al netto del spese".
Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputat sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. E con loro, entrambi esponenti dell'Mpa, dovrebbero essere arrestati altri tre politici: due consiglieri regionali siciliani, Fausto Fagone dell'Udc e Giovanni Cristaudo del Pdl (vicino all'area che si riconosce in Gianfranco Micciché e che appoggia il governo regionale di Lombardo), e il sindaco di Palagonia, Francesco Calanducci, anche lui dell'Mpa.
La richiesta di arresto, inviata al giudice delle indagini preliminari, è firmata dal procuratore di Catania Vincenzo D'Agata, dall'aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Gennaro e dai sostituti procuratori Agata Santonocito, Iole Boscarino e Antonino Fanara. L'atto suona a conferma che le ipotesi di reato nei confronti di Raffaele e Angelo Lombardo e degli altri indagati (tra questi una settantina di imprenditori, funzionari pubblici e boss della mafia catanese) sono ritenute molto pesanti. La richiesta d'arresto è stata accelerata dalle fughe di notizie sull'inchiesta della Procura di Catania, inchiesta che Repubblica rivelò in marzo. Il provvedimento viene ritenuto urgente anche perché magistrati e carabinieri del Ros temono inquinamento delle prove e tentativi di fuga. Da quando è diventata di dominio pubblico la notizia che il presidente della Regione ed il fratello deputato erano sotto inchiesta, gli indagati avrebbero preso delle "precauzioni", cercando di procurarsi pezze d'appoggio per potersi difendere dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.



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