Golpe militare in Madagascar, ma è paura
Golpe militare in Madagascar anche se il capo di stato maggiore dell'esercito Andrè Andriarijaona ha assicurato che l'azione di forza non finalizzata a prendere il potere ma solo a ottenere le dimissioni del presidente Marc Ravalomanana, che ha replicato di essere pronto a "a combattere e morire insieme alle mie guardie se sarà necessario". 
L'esercito ha dato l'assalto al palazzo presidenziale per costringere alla fuga il capo di stato, Marc Ravalomanana. Il capo delle forze armate, colonnello Andre Andriarijaona, ha ribadito che l'attacco di un centinaio di uomini, con l'appoggio di carri armati, non è finalizzato a prendere il potere ma solo a costringere alle dimissioni Ravalomanana, che resta asserragliato nel palazzo presidenziale fuori città insieme ad alcune guardie che gli sono rimaste fedeli e, ha assicurato il colonnello ribelle, non c'è alcun piano di attaccarlo. "Siamo contro ogni spargimento di sangue - ha detto - quindi non ci muoveremo fino a quando non avremo garanzie sulle intenzioni della guardia presidenziale". Si tratta in totale di circa 500 uomini alcuni dei quali però, secondo fonti della sicurezza, molti hanno già disertato e si sono unite all'esercito.
Le forze di Andriarijaona hanno preso il controllo anche della Banca centrale. Il leader dell'opposizione, Andry Rajoelina, ha assicurato di non essere stato lui a ordinare l'offensiva contro Ravalomanana. In ogni caso, Rajoelina non ha escluso che possa insediarsi con il suo governo ombra nel palazzo presidenziale. Era stato proprio Rajoelina a chiedere alle forze di sicurezza di arrestare Ravalomanana, che aveva cercato di consolidare il proprio potere convocando un referendum. Dall'indipendenza dalla Francia, conquistata nel 1960, l'esercito si è sempre mantenuto neutrale nelle dispute politiche, ma di fronte alla situazione di stallo il colonnello Andriarijaona ha detto che "se Rajoelina è in grado di risolvere il problema, allora l'esercito è con lui". Prima dell'assalto al palazzo presidenziale, l'Unione africana aveva criticato il tentativo di golpe dell'opposizione e aveva fatto appello alla popolazione per il rispetto dell'ordine costituzionale.
Anche l'Unione europea ha messo in guardia contro una conquista del potere con la forza in Madagascar, sottolineando che un capo di Stato scaturito dalla violenza non sarebbe "riconosciuto" come legittimo. "L'Unione europea respinge certamente ogni atto di violenza e, se fosse imposto con la forza militare un nuovo capo dello Stato, contro la costituzione, allora non lo riconosceremmo", ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa il ministro degli Esteri ceco, Karel Schwarzenberg, il cui Paese è presidente di turno dell'Ue. "E faremo la stessa cosa ad esempio per la Mauritania", dove un golpe ha rovesciato lo scorso agosto il presidente eletto Sidi Ould Cheikh Abdallahi, ha proseguito.



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