La Lega non fa i giochini politici, punta alla secessione del Nord
Di Fausto Lupetti, editore
Caro Direttore,
| Il primo commento/ E il Senatur (con Tremonti) rafforzò la sua golden share |
Risulta a tutti che non vi sia nessuna dialettica conflittuale o divergenza o competizione fra Berlusconi e la Lega. Già da molti anni Berlusconi si muove in perfetta sintonia con la Lega. Non riusciresti a citare una sola questione politica di rilievo (federalismo, sicurezza, immigrazione, giustizia) che la Lega abbia fatto passare anche solo forzando il consenso di Berlusconi e viceversa. Nel governo il peso della Lega è largamente superiore alla sua rappresentanza elettorale che è del 8 per cento ma nonostante questo ha dei ministeri pesanti gli Interni e l'Economia (Tremonti è in quota Lega), delle riforme con Bossi e Calderoli, anche questo è dovuto a Berlusconi non certo a Fini.
Quindi se preoccupa la crescita della golden share nel governo della Lega è bene, perchè la Lega non fa i giochini politici, non è minus habens come scioccamente credono molti intellettuali, punta alla secessione del Nord una deriva tanto inutile quanto assurda e demagogica, per la quale è disposta a far pagare un prezzo pesante di instabilità a tutto il Paese. E un giorno questo conto dovrà pagarlo anche chi è nel centro-destra. Provo a rovesciare il tuo ragionamento.
A me pare che nella sfera dei media si sia creato un cortocircuito, c'è quasi una attesa del grande evento. Come se tutto ciò che sta succedendo debba avere uno sbocco a breve: la caduta di Berlusconi o la vittoria di Berlusconi sui suoi nemici, per catturarne il suo ritorno di immagine. Una situazione assurda in cui siamo alla ricerca frenetica del fatto eccezionale "dell'evento fatale" che compensi la delusione verso i contenuti di una informazione troppo ripetuta e semplificata, inferiore alla potenza dei mezzi di comunicazione planetari e digitali. Oggi è così grande la possibilità di amplificare le notizie e le informazioni di creare una situazione esponenziale e di eccesso dove risulta un grave errore parlare sempre, insistentemente e ripetutamente solo di una persona. L'eccesso è in atto e trascina un effetto di grande incertezza e indecidibilità sulla persona. Mi chiedo se anche i media vicini a Berlusconi con i loro eccessi comprendono che stanno partecipando all'opera di destabilizzazione e delegittimazione.
Cari saluti



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