Sicilia/ Lombardo ko: "Non indietreggio"

Giovedì, 12 novembre 2009 - 10:34:00

Lombardo
Raffaele Lombardo
Si riprende la parola poco prima delle 23: poche righe per dire che non indietreggia. Ma il colpo per Raffaele Lombardo è duro e si sente. L'Assemblea regionale siciliana boccia il Dpef con 28 voti a favore e 41 contrari: puo' contare solo sul suo Mpa e sul Gruppo Sicilia in cui sono confluiti 15 deputati, gli ex finiani e i fedelissimi di Gianfranco Micciche'. Ma gli voltano le spalle i lealisti del Pdl che fanno fronte comune con le 'due opposizioni': quelle del Pd e dell'Udc. Anzi, i berlusconiani 'lealisti' e gli uomini della Vela convergono sull'ordine del giorno del Pd che respinge il documento di programmazione economica e finanziaria.

Nicola Cosentino non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro, confortato dal premier che lo ha invitato a 'tenere duro'. Lo rivela in un'intervista al Giornale in cui il sottosegretario all'Economia assicura di non voler rinunciare alla corsa a palazzo Santa Lucia ne' al posto nel governo:"Non lascio ne' il posto di sottosegretario
ne' la candidatura alla regione Campania. Devo tutto al
presidente Berlusconi, come gli devono tutto coloro che
ricoprono incarichi piu' o meno importanti".E, aggiunge,
"L'unico che puo' decidere sul mio futuro al governo e sulla
Campania e' solo il premier". Con quest'ultimo Cosentino
assicura di essersi "sentito piu' volte": "Mi ha detto di
tenere duro: 'Stai su col morale, guarda che mi stanno facendo a Palermo e Milano, andiamo avanti'. E io vado avanti".
"Che il governo potesse contare solo su 30 deputati in aula era risaputo. Il voto di questa sera - dice Lombardo - fa chiarezza sulle vere intenzioni del Pdl ufficiale, che tiene due assessori in giunta, i quali approvano i documenti finanziari, e dopo essersi scandalizzato d'ogni rapporto col Pd, non ha esitato a votare l'ordine del giorno dell'opposizione. Ora siano coerenti e consequenziali". Conclude Lombardo: "Io verifichero' se c'e' sufficiente volonta' di operare per riformare un sistema pieno di marciume, saccheggi e sprechi che sto cercando di cambiare con tutte le mie forze e la collaborazione degli uomini di buona volonta'. Non indietreggero' di un millimetro. Nessuno si faccia illusioni: lo devo ai siciliani e alla mia coscienza".

Il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini invoca "l'immediata verifica di maggioranza". Ma qualcuno deve avere pensato di averla fatta grossa. Cosi', e' il coordinatore regionale dei pidiellini che prova a circoscrivere l'accaduto. "Da tempo - dice Giuseppe Castiglione - avevamo espresso le nostre motivate perplessita sul Dpef. Ma siamo rimasti inascoltati. La bocciatura del documento e' la logica conclusione di questo atteggiamento". Ma, spiega, "abbiamo bocciato il documento e basta. Insistiamo sulla necessita' di un confronto sulle cose da fare. Finora Lombardo ci ha risposto picche. Siamo interessati alle cose da fare e auspichiamo che parta davvero un dialogo, una verifica per rilanciare questo governo che non puo' certo reggersi su una maggioranza asfittica". Secondo il capogruppo del Pdl Antonello Cracolici, "e' la conclusione del governo Lombardo. E' bene, a questo punto, che Lombardo dichiari la fine di questa maggioranza". Cosi' Rudy Maira, dell'Udc: "Il governo Lombardo cade alla prima prova d'Aula non avendo di fatto una maggioranza e facendo emergere che la Sicilia non merita di avere un esecutivo virtuale e lontano dagli interessi di una terra che merita sviluppo e buona amministrazione". Cosa succedera' ora? Di certo non e' finita.

Dopo la bocciatura del Dpef, il governatore siciliano Raffaele Lombardo, dovra' adesso affrontare nuove e difficili prove d'aula. I lavori che sono stati rinviati a martedì pomeriggio, hanno un ordine del giorno insidioso: le comunicazioni del presidente della Regione sulla posizione dell'assessore alla presidenza Gaetano Armao in merito "ai suoi rapporti con le societa' gia' concessionarie per la realizzazione dei termovalorizzatori", la discussione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2008 e l'esame dell'assestamento di bilancio per il 2009. Rispetto al caso Armao e al presunto conflitto di interessi, e' probabile che si verifichi lo stesso scenario di questa sera, con l'insolita alleanza Pdl-Pd-Udc pronta a votare compatta la sfiducia all'assessore. Il governatore, prima di allora, potrebbe giocare d'anticipo e rispondere alla sfida di stasera, in una situazione in cui, come dice un suo fedelissimo, Lino Leanza, "ha ormai le mani libere". Decisivi, dice sempre Leanza, saranno "i prossimi due giorni", durante i quali "fara' le sue valutazioni"; verificando la complessa possibilita' di ricompattare l'alleanza, la praticabilita' di maggioranze diverse o la sostituzione degli assessori appartenenti al gruppo dei 'lealisti' del Pdl che questa sera gli ha voltato le spalle. Sempre che non scelga la 'soluzione finale' delle dimissioni, con il conseguente ritorno alle urne.
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