Merola nella bufera, Lombardelli si è fatto il "regalo di Natale":30000 euro per l'arredo
di Antonio Amorosi

Nei giorni passati l’assessore agli affari istituzionali di Bologna, Matteo Lepore, ha detto più volte a nome del sindaco Merola che il capo di gabinetto Marco Lombardelli non aveva responsabilità dirigenziali e quindi non firmava atti. Peccato che noi abbiamo in mano un impegno di spesa per 30mila euro firmato dal dimissionario Lombardelli, dove si impegna il comune a spendere tale cifra per gli arredi del suo ufficio.
E al Comune non possono dire: "No, ma è solo un impegno è verrà cancellato". Già, perché la spesa è diventata esecutiva, ed è in atto dal 2 dicembre. Al pari di questo, ci sono anche tante altre spese firmate da Lombardelli. Riguardano i viaggi e le missioni del sindaco o dello stesso assessore Lepore ma anche quelli di altri assessori.
La cosa curiosa è Lombardelli si intesta l'atto sempre in modo diverso. Ogni tanto si definisce "funzionario", altre volte "responsabile" oppure "direttore". Questa è la prova che non avevano la più pallida idea di come inquadrarlo, perché sapevano che aveva solo la terza media? Sì, perché lui si sarebbe potuto al massimo intestare come "responsabile", non certo come "funzionario" o "direttore".
Il sindaco e gli assessori non possono sostenere che Lombardelli non firmasse atti. E non possono fingere di non saperlo. Le emissioni di spesa finiscono sempre sui tavoli di sindaco e assessori. Quando uno di loro parte per un viaggio o una missione vedono prima l'atto di spesa, e vedono chi l'ha firmato. Quindi è ovvio che sapessero che Lombardelli li firmava eccome.
C'è un altro aspetto che fa capire che qualcosa sull'assunzione di Lombardelli non funziona. Il suo contratto di categoria D è stato fatto a giugno. Ma la cosa curiosa è che lui comincia a firmare atti solo dopo la direttiva del 15 novembre. Il perché è molto semplice. Si temeva un ricorso al Tar di altri soggetti aventi diritto al suo posto? Un eventuale ricorso avrebbe fatto decadere Lombardelli, perché si sarebbe scoperto che aveva solo la terza media. Dopo cinque mesi e dopo che nessuno aveva fatto ricorso hanno deciso che era giunto il momento per fargli firmare gli atti. Il punto è che in questo caso potrebbe anche emergere un dolo, cioè il fatto che da parte di chi gli ha firmato il contratto ci sia stata una pianificazione. E gli indizi sembrano portare a questa soluzione, altrimenti perché Lombardelli ha cominciato a firmare solo dopo il 15 novembre?
La terza questione è il comportamento dei dirigenti comunali. Il sottoscritto ha svolto un incarico da amministratore e anche allora è capitato che delle persone senza laurea dovessero essere inquadrate, oppure si proponevano per ruoli direttivi. Ma in quei casi i dirigenti si sono sempre presentati dal sindaco dicendo: "Qui c'è un problema". Per esempio, nel caso specifico dell'attuale consigliere comunale Benedetto Zacchiroli, quando rivestiva un ruolo da funzionario. Zacchiroli alla fine è stato inquadrato in una posizione che combaciava con il suo titolo di studio da diplomato e non in una che non poteva assumere. Non si capisce perché invece oggi gli stessi dirigenti si siano comportati in maniera diversa. Insomma, quello che viene detto non è credibile. Un dirigente non ha nessun interesse ad assumere una persona che non ha titolo in una posizione che non può ricoprire. Anche perché potrebbe rischiare di essere spostato o indagato per un reato. Quindi si è giustificati a pensare che il sindaco fosse a conoscenza di questa assunzione.
Posto il fatto che un capo di Gabinetto spenda 30mila euro per il proprio arredo in questa fase di crisi è una cosa grave, la domanda finale è inquietante. Se su queste questioni, che sembrano di costume ma non lo sono, si dice il falso, su cose più grandi come partite di appalti o di edilizia che cosa si è disposti a dire? E quanto si spende mentendo?
Intanto il PD bolognese fa calare una cappa di silenzio sul Comune. La presidente del Consiglio Lembi boccia tutte le domande di inizio seduta delle consigliere d'opposizione Lucia Borgonzoni e Federica Salsi che cercavano chiarimenti sulla grave situazione. Da una parte Merola chiede di "stemperare i toni" dall'altra un consigliere PD minaccia la Borgonzoni di premunirsi di un avvocato. Ma la misura sembra colma al punto che le due hanno indetto per domani alle 11.00 nella Sala Stampa del Comune una conferenza che si aspetta infuocata.


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