Lodo Alfano, Di Pietro attacca Bersani: non si intesti referendum

Giovedì, 21 ottobre 2010 - 16:49:00


"L'improvvisa folgorazione del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a favore di un referendum sul Lodo Alfano, che la maggioranza berlusconiana si accinge spudoratamente a varare, stupisce soprattutto per la folgorante superficialita' e tardivita' della proposta. Se, infatti, Bersani si riferisce al 'Lodo costituzionale' attualmente in discussione al Parlamento, il referendum, di tipo confermativo, e' previsto dalla Costituzione ed e' obbligatorio per il solo fatto che non potra' mai essere raggiunto in Parlamento il quorum di due terzi per modificare la Costituzione". E' Antonio Di Pietro ad intimare al segretario Pd che "non ha alcun titolo per intestarsi un referendum che e' previsto e voluto dalla legge". "Se, invece, Bersani si riferisce al 'Lodo Alfano', gia' varato e attualmente sotto esame da parte della Corte Costituzionale, sarebbe bene - incalza il leader Idv - che qualcuno gli ricordasse che le firme necessarie per promuovere il referendum, questa volta di tipo abrogativo, sono gia' state raccolte questa estate dall'Italia dei Valori, ed attualmente sono al vaglio della Corte di Cassazione, mentre lui e gli altri del Pd, spaparanzati al sole, osteggiavano la nostra iniziativa. La verita' e' una ed una sola: che Berlusconi vuole a tutti i costi assicurarsi l'impunita' per i reati di cui e' accusato e noi dell'Italia dei Valori, sin dal primo giorno, lo abbiamo capito e ci siamo attrezzati per impedirlo. Ben arrivati, dunque, ai ritardatari".

LODO ALFANO, UNO SCUDO RIPETIBILE. La Commissione Affari costituzionali del Senato ha bocciato alcuni emendamenti dell'opposizione al lodo Alfano per la non reiterabilita' della sospensione dei processi per il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio. Bocciati anche altri emendamenti dell'opposizione che chiedevano una maggioranza qualificata di una Camera (di due terzi, di tre quinti o assoluta) per ottenere la sospensione dei processi. In base alle votazioni odierne, la Camera o il Senato potranno concedere la sospensione del processo, anche per reati extrafuzionali, al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio con la maggioranza semplice. I lavori della Commissione Affari costituzionali sul lodo Alfano proseguiranno martedi' con una seduta pomeridiana ed una seduta notturna. Francesco Sanna e Stefano Ceccanti (Pd) preannunciano battaglia: "Useremo tutto il tempo a nostra disposizione. Lo faremo usando argomenti sensati. La maggioranza si limita infatti a tacere e votare. Chiediamo anche che i lavori siano pubblici, perche' non e' giusto che la Carta Costituzionale venga modificata a porte chiuse e di notte, senza neppure lo straccio di un resoconto stenografico". Per Carlo Vizzini (Pdl), Presidente della Commissione Affari costituzionali, il criterio della maggioranza semplice e' "il piu' giusto perche' anche le decisioni su autorizzazioni a procedere o sull'arresto di parlamentari vengono prese con la maggioranza semplice".
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