Lazio, il Tar respinge il ricorso: no alla lista del Pdl
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Il Tar del Lazio ha respinto la sospensiva del provvedimento della Corte d'Appello che aveva decretato la non ammissione della lista provinciale del Pdl, che rimane fuori dalla competizione elettorale. Questo il contenuto dell'ordinanza emessa dal Tar e letta dal presidente della seconda sezione bis, Eduardo Pugliese. Tra le motivazioni la non applicabilità del decreto legge interpretativo varato dal Consiglio dei ministri il 5 marzo in quanto, ha spiegato il presidente Pugliese, "nella regione Lazio la materia elettorale è disciplinata dalla legge 2 del 2008" e "il sistema di elezione è oggi disciplinato nei limiti dei principi di legge".
Inoltre, per il Tar non puo' essere considerato sufficiente la circostanza che, prima delle 12 dell'ultimo giorno utile della consegna delle liste elettorali al tribunale di competenza, i rappresentanti del Pdl fossero all'interno del perimetro dell'Aula giudiziaria, in quanto non è dimostrabile che avessero con sè l'intera documentazione necessaria a depositare le liste.
"FAREMO RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO". "C'è una legge dello Stato che è in vigore e che il Tar non può dichiarare incostituzionale. Faremo ricorso al Consiglio di Stato contro questa decisione del Tar", ha detto l'avvocato Ignazio Abrignani, responsabile
elettorale Pdl.
LE REAZIONI/ "Per commentare la sentenza del Tar, aspetto di conoscerne le motivazioni". Così Renata Polverini, candidata alla presidenza della regione Lazio, si è espressa dopo aver appreso il respingimento, da parte del Tar, del ricorso presentato dal Pdl per l'esclusione delle proprie liste dalla competizione elettorale. Al termine della manifestazione, intitolata 'Il coraggio delle donne', organizzata a piazza Farnese in occasione della festa della donna, la candidata ha appreso la notizia direttamente dal coordinatore della campagna elettorale del Pdl, Andrea Augello.
"Siamo in una situazione di profonda gravità. I fatti di queste ore, e le reazioni del centrosinistra alla decisione del Tar confermano quello che tanti italiani già pensano: c'è chi vuole elezioni falsate, con milioni di elettori a cui si impedisce di esercitare pienamente il proprio diritto di voto", dice Daniele Capezzone. Il portavoce Pdl aggiunge che "tutte le forze responsabili, facendo proprio il contenuto ragionevole e saggio delle cose dette dal Capo dello Stato, dovrebbero impegnarsi per non precludere i diritti elettorali degli italiani. Esattamente a questo è volto il decreto varato dal governo". "Saranno percorse, ovviamente, tutte le vie legali disponibili. Ma a maggior ragione adesso, gli elettori possono rendersi conto di un fatto chiarissimo: sostenere il centrodestra e il presidente Berlusconi - conclude - è l'unico modo per difendere la democrazia, oggi più che mai a rischio".
"Penso che intanto bisognerà vedere con molta attenzione le motivazioni, poi chi deve decidere decida. Io non ho cambiato opinione. Domani rifletteremo sull'impatto di questa decisione del Tar sulla campagna elettorale". Così Emma Bonino ha commenta a caldo la decisione del Tar di non ammettere alle regionali la lista provinciale di Roma del Pdl.
Il vicesegretario del Pd Enrico Letta da Varese ha così commentato la sentenza del Tar del Lazio: "Ora c'è da chiedersi se verrà convocato questa sera da Berlusconi un consiglio dei ministri urgente per fare un decreto legge che abolisca il Tar del Lazio".
"Se venisse confermata la volontà del Pdl di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio, è evidente che tale circostanza farebbe venire meno le ultime perplessità che mi rimangono per fare lo stesso in Lombardia". Lo dichiara Filippo Penati, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia.
"Come al solito il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ancora una volta, il Governo Berlusconi ha fatto una legge raffazzonata, incostituzionale e inutile, giacché non è servita a superare il primo esame di legittimità del primo giudice che se ne è dovuto occupare". Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "La verità è molto semplice: chi non riesce a presentare le liste non puo' pretendere di presentarsi alle elezioni. Trattasi di un ragionamento matematico che nessuna legge puo' modificare perché la matematica non è un'opinione. Spiace che a fare questa brutta figura sia incappato anche il Capo dello Stato. Spero che quanto è avvenuto serva da lezione al Governo, al Presidente della Repubblica e a tutti coloro che hanno denigrato e attaccato l'Italia dei Valori solo perché si è battuta la legalità".



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