Israele trema: "Il nuovo Egitto rispetti i patti"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto al presidente americano Barack Obama e ad altri leader occidentali di chiarire con qualsiasi nuovo regime egiziano che dovranno essere rispettati pienamente gli accordi di pace con Israele. Lo Stato ebraico cerca quindi di mantenere nel Cairo il suo maggior alleato nel mondo arabo, nonostante il cambio politico in corso nel Paese. Alti funzionari israeliani hanno spiegato ad 'Haaretz' che Netanyahu ha chiesto alla comunita' internazionale di chiarire a qualsiasi nuova leadership egiziana che dovra' rispettare una serie di condizioni per essere legittimata agli occhi dell'Occidente. Oltre a chiedere regole democratiche e il rispetto dei diritti umani, Netanyahu si aspetta che il nuovo governo del Cairo aderisca agli accordi internazionali siglati dal regime di Mubarak. 'La questione è stata spiegata chiaramente agli americani e a molti altri Paesi - ha detto un alto ufficiale a Gerusalemme - Non ci opponiamo alla democrazia in Egitto, ma per noi è importante preservare gli accordi di pace'.
LO SCIOPERO GENERALE DI MARTEDI'
"Io non mi candiderò alle prossime elezioni perché ho passato troppo tempo al servizio di questo Paese, ma voglio concludere il mio lavoro nei prossimi mesi facendo sì che ci sia una transizione pacifica", così il presidente Hosni Mubarak ha ceduto alle pressioni di questi giornie , in un discorso alla nazione, ha annunciato che rimarrà in carica solo fino alle prossime elezioni.
Il punto
L'annuncio di Mubarak arriva dopo una grande manifestazione al Cairo, con oltre un milione di persone. "Se non oggi, se ne vada al massimo venerdi'", ha chiesto Mohamed ElBaradei, portavoce della frammentata opposizione egiziana. Il premio Nobel per la Pace, che ha partecipato al corteo, ha invitato il Rais a "lasciare" il Paese e gli ha offerto un salvacondotto, sostenendo che non dovra' essere perseguito penalmente: "Stiamo per voltare pagina, possiamo perdonare il passato", ha dichiarato. La proposta di dialogo avanzata da Mubarak e' stata bocciata nel corso di un vertice dei principali gruppi di opposizione. I Fratelli Musulmani, la principale forza islamista, hanno chiesto al presidente della Corte Costituzionale, Faruk Sultan, di destituire Mubarak.
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La roadmap immaginata dalle opposizioni, dopo la partenza del Rais e lo scioglimento del Parlamento, prevede una serie di tappe serrate: la formazione di un governo transitorio di unita' nazionale, la riforma della Costituzione, e nuove elezioni presidenziali. Un membro dei Fratelli Musulmani ha affermato che la guida di un governo di transizione potrebbe affidata al capo dell'esercito, Sami Enan. Nel giorno dell'oceanica protesta su piazza Tahrir, le ore al potere del presidente egiziano sembrano ormai contate. Superato il milione di partecipanti, secondo gli organizzatori, con qualcuno che si e' spinto a parlare addirittura di due milioni di persone, rimaste in piazza nonostante l'inizio del coprifuoco.
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LE POSSIBILI FIGURE CHIAVE DEL DOPO-MUBARAK
In Egitto sembra profilarsi una transizione pilotata di cui e' gia' possibile individuare alcuni dei protagonisti:
- MOHAMED ELBARADEI: Il 68enne premio Nobel per la Pace e' tornato in Egitto in questi giorni per sostenere la protesta contro Mubarak. Studi a New York, una brillante carriera diplomatica alle spalle, ex direttore dell'Aiea, ElBaradei era stato indicato come possibile sfidante del rais egiziano alle presidenziali di settembre, ma nei mesi passati aveva dichiarato che si sarebbe candidato solo se la Costituzione egiziana fosse stata emendata. Con l'inizio della rivolta ha anticipato il rientro in patria dopo una lunga permanenza all'estero che gli viene spesso rimproverata. Forse per questo, anche se le opposizioni lo hanno incaricato di condurre le trattative con il regime, alcuni dubitano che possa essere l'uomo forte del 'nuovo' Egitto.
- MOHAMMED BADIE: Docente di Patologia alla facolta' di Veterinaria dell'universita' di Beni Suef, 66 anni, piu' volte imprigionato con l'accusa di attivita' paramilitari, nel 2010 e' divenuto la guida suprema dei Fratelli Musulmani. La sua elezione ha segnato un vero e proprio cambiamento di pelle per la storica organizzazione fondata nel 1928 da Hassan al-Banna, con il trionfo dell'ala piu' conservatrice e meno incline al presenzialismo in politica. Nondimeno, considerando che i Fratelli musulmani costituiscono la principale forza di opposizione in Egitto, con uno share di gradimento stimato intorno al 20%, Badie e' certamente uno dei personaggi piu' attenzionati in questi giorni, anche in relazione ai possibili contraccolpi nei rapporti con Israele in seguito a un eventuale cambio di regime.
- AYMAN NOUR: capo del partito liberale Ghad ('Domani'), rivale di Mubarak nella corsa presidenziale del 2005, in quell'anno fu tuttavia imprigionato con l'accusa di aver falsificato alcuni documenti per la creazione del suo partito: un'incriminazione dovuta a motivi politici, secondo la maggioranza degli osservatori. Scarcerato nel 2009, e' diventato l'icona della dissidenza egiziana.
- AMR MOUSSA: l'attuale segretario egiziano della Lega Araba ha servito Mubarak come ministro degli Esteri dal 1991 al 2001. Il suo nome e' stato fatto piu' volte come possibile successore dell'attuale rais.
- AHMED ZEWAIL: vincitore del premio Nobel per la chimica nel 1999, naturalizzato statunitense, ha sempre detto di non avere ambizioni politiche. Tuttavia i media egiziani lo descrivono come un candidato forte per il dopo-Mubarak. Il quotidiano Al-Shorouk ha pubblicato una sua "lettera al popolo egiziano" dagli Usa in cui proponeva l'istituzione di un consiglio di 'saggi' per scrivere una nuova Costituzione ed e' atteso in queste ore in Egitto.
- HAMDEEN SABAHI: nazionalista, esponente politico molto popolare, ha fondato partito Karama che tuttavia non ha mai ricevuto la necessaria autorizzazione legale da parte del regime. E' membro fondatore dell'Associazione Nazionale per il cambiamento, l'organizzazione voluta da ElBaradei per promuovere le riforme.
- GEORGE ISHAK: sindacalista, e' il leader del movimento Kefaya, che nel 2005 galvanizzo' un'ondata di proteste contro Mubarak e soprattutto contro la possibile designazione del figlio Gamal come suo successore.
- AHMED MAHER: attivista, e' il leader del Movimento 6 aprile, che attraverso il tam tam su Facebook ha dato vita all'ondata di proteste di questi giorni contro Mubarak. Il movimento giovanile nacque nel 2008 per sostenere uno sciopero dei lavoratori nella citta' di El-Mahalla El-Kubra.



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