Libia-Svizzera, Frattini media. E l'Ue tace
L'Italia invita la Libia a "adoperarsi per superare il problema del blocco dei visti Schengen" e sollecita la Svizzera "affinche' acceleri la negoziazione per un accordo" con Tripoli, "affrontando tutti i problemi in sospeso, e abolendo la lista dei nomi inseriti nel Sistema Informativo Schengen diffusa nei giorni scorsi". E' quanto è emerso dalla riunione dei ministri degli Esteri di Italia, Libia e Malta, Franco Frattini, Musa Mohamed Kusa e Tonio Borg a Villa Madama.
Nell'incontro, riferisce una nota della Farnesina, si è discusso della crisi dei visti Schengen come conseguenza del contenzioso elvetico-libico, in vista dell'incontro previsto per giovedì del capo della diplomazia libica con la presidenza spagnola dell'Ue e delle prossime scadenze comunitarie. I ministri hanno auspicato una rapida soluzione del contenzioso e sono state scambiate idee in proposito. L'Italia ha invitato la Libia ad adoperarsi per superare il problema del blocco dei visti Schengen per tutte le Parti del Trattato, tenendo conto degli sforzi che si stanno profondendo - in primis da parte italiana e maltese - per superare l'attuale impasse. L'Italia e Malta, si legge nella nota, rivolgono ancora una volta un appello alla Svizzera affinche' acceleri la negoziazione per un accordo con la Libia, affrontando tutti i problemi in sospeso, e abolendo la lista dei nomi inseriti nel Sistema Informativo Schengen diffusa nei giorni scorsi.
LIBIA, FINORA SOLO MINACCIATO IL BLOCCO DEGLI ITALIANI - Solo minacciato, finora, il blocco degli ingressi degli italiani in Libia. La sospensione, decisa il 15 febbraio, di tutti i visti rilasciati in area Schengen è stata applicata, secondo fonti diplomatiche, "con flessibilità" e tutti gli italiani in arrivo all'aeroporto di Tripoli sono stati ammessi nel Paese. Lo stesso ministro degli Esteri, Franco Frattini, al termine della riunione avuta a Roma con il collega libico Mousa Kousa e con quello maltese, Tonio Borg, ha assicurato "che la reazione libica non ha comportato il blocco totale ed esclusivo di persone provenienti dall'area Schengen". "Nelle ultime 24 ore" ha detto , "una ventina di italiani che doveva entrare in Libia è entrata e lo stesso, mi ha detto il collega Borg, è accaduto con nove cittadini di Malta, uno solo dei quali è stato respinto per ragioni che non conosco".
DOV'E' LA MINISTRA DEGLI ESTERI UE. Dopo la decisione libica di bloccare i visti ai cittadini dell'area Schengen, scoppia la polemica sul ruolo che in queste ore sta svolgendo l'Europa e soprattutto la sua ministra degli Esteri. Dov'è finita Catherine Ashton? Per ora tace e si rafforza l'opinione di chi ha già bacchettato la Mr Pesc per la sua scarsa preparazione in politica internazionale, come era già emerso dagli esami a cui la commissaria si era sottoposta prima dell'insediamento del Barroso bis. 
Catherine Ashton
Secondo il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli, "la decisione unilaterale del governo libico di sospendere i visti nei confronti dei cittadini dell'area Schengen è grave e immotivata", ed è "una ritorsione estremamente sproporzionata".
"L'Europa - afferma sassoli in una nota - non può permettersi di vedere i propri cittadini privati di un formale diritto acquisito. Di fronte a provocazioni come quelle del governo libico, il governo italiano - sottolinea l'eurodeptuato del Pd - deve adoperarsi affinché, in sede europea, vengano prese le dovute misure per il ristabilimento del diritto". Per Sassoli, è l'Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell'Ue, la baronessa Catherine Ashton, che dovrà reagire. "Mi auguro - conclude il capodelegazione del Pd a Strasburgo - che lady Ashton esamini con attenzione la situazione e faccia sentire forte la voce dell'Europa". Ma per ora Mr Pesc tace.



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