Libia, il premier apre alla Lega: "La mozione si può condividere"
"La mozione della Lega può essere condivisa, e non credo che ci saranno difficoltà per il governo": dopo le polemiche e la spaccatura con il Carroccio sulla partecipazione dell'Italia ai bombardamenti sulla Libia nell'ambito delle operazioni Nato, da Silvio Berlusconi arriva un'apertura.
La mozione del partito di Bossi che chiede un termine preciso per la missione italiana - potrà essere approvata integralmente o modificata in parte, aggiunge il premier parlando con i giornalisti fuori dal palazzo di Giustizia a Milano, dove partecipa al processo Mediatrade, "ma il senso è senz'altro da condividere". E assicura: "La Lega è una componente essenziale della coalizione. Ha presentato una mozione, ho già dichiarato che la trovo una presa di posizione anche ragionevole".
Per oggi è previsto un incontro con il leader leghista Umberto Bossi, ha comunicato il direttore de 'La Padania', Leonardo Boriani, ai microfoni di Radio24. E il sottosegretario Gianni Letta ha convocato per oggi nella sede del Pdl in via dell'Umiltà un vertice con il ministro degli esteri Frattini, i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri insieme ai vice capigruppo Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello.
Il punto di maggiore disaccordo tra Pdl e Lega su cui si continua a trattare riguarda la durata della partecipazione italiana alle operazioni militari contro Gheddafi. Il Carroccio chiede di fissare un termine preciso come prevede la propria mozione, mentre il Pdl ritiene impossibile esaudire questa richiesta in quanto la decisione spetterebbe in sede internazionale alla Nato.
L'ipotesi più accreditata, secondo indiscrezioni, è che il Pdl proponga alla Lega un emendamento alla mozione che preveda la convocazione periodica del Parlamento o delle commissioni congiunte esteri e difesa per valutare lo stato della missione e confermare la linea del governo. Più facile trovare l'accordo su altri due punti posti dalla Lega: evitare l'inasprimento della pressione tributaria per finanziare le missioni internazionali, ottenere il coinvolgimento di tutti i paesi che partecipazione alla missione contro Gheddafi nella gestione dei contraccolpi migratori.
Un invito alla Lega "a fare un passo indietro" arriva da Pier Ferdinando Casini, che avverte che in caso contrario, il governo sarà in difficoltà. "Can che abbaia non morde. La lega si metterà a cuccia di Berlusconi, o cercherà di far passare con la sua mozione una linea che il premier avrà difficoltà ad accettare. In ogni caso il governo apparirà come una compagine di dilettanti", dice il leader Udc al Piccolo di Trieste, e accusa: "l'atteggiamento della Lega è di pura irresponsabilità".
Ma Bossi si mantiene fermo sulle sue posizioni e a Berlusconi ha rivolto un ultimatum: "Se non vota la nostra mozione, vuol dire che vuol far saltare il governo. Non serve a niente bombardare, ammazzi solo gente che poi scappa", ha detto ieri il leader leghista nel corso di una iniziativa del sindacato padano che ha portato un gruppo di militanti in visita sul lago di Como in occasione del primo maggio.



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