Libia, Obama dà le armi ai ribelli. L'Onu a Gheddafi: "Stop ai massacri"

Lunedì, 7 marzo 2011 - 11:10:00

obama discorso


"Se Gheddafi e le sue forze continueranno attaccare sistematicamente la popolazione, la comunità internazionale non puo' continuare a stare a guardare". Lo ha detto il segretario generale della Nato Fogh Rasmussen a proposito di un possibile intervento armato in Libia, dove, a suo giudizio, e' probabile che si stiano commettendo "crimini contro l'umanità".
 
L'Italia ha avviato "discretamente" contatti con esponenti dell'opposizione libica e ritiene che farlo
in questo modo "sia la soluzione migliore". Lo ha dichiarato il ministro degli ESteri Franco Frattini sottolineando come in questi giorni "c'e' quasi una corsa all'incontro con il Consiglio provvisorio di Bengasi". "I nostri amici inglesi ci hanno provato - ha ricordato il ministro - il Consiglio ha detto ci rifiutiamo di incontrarli".

"Noi - ha voluto sottolineare il capo della diplomazia - abbiamo delle conoscenze migliori di altri, siamo spesso richiesti in queste ore conoscendo coloro che sono li'. Conosciamo certo l'ex ministro della Giustizia libico ora a capo del consiglio di Bengasi, per i rapporti dell'Italia con la Libia. Conosciamo quella rete di ambasciatori libici che ha detto che da ora loro sono al servizio del popolo libico e non piu' del regime. Alcuni di loro - ha concluso - stanno esercitando un'azione importante per coagulare un consenso". 
 
E' "assai difficile" pensare all'ipotesi di aerei militari italiani coinvolti sul terreno libico, ma "la nostra lealtà euroatlantica ci fa dire che le basi militari, il supporto logistico non potremmo negarlo": lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini,
intervenendo alla trasmissione Rai Uno Mattina, a proposito dell'ipotesi di creare una zona di interdizione al volo sulla Libia. "La prima cosa da fare con nervi saldi e' essere consapevoli che questa tragedia davanti a noi (gente che muore, guerra civile) non possiamo fermarla domani, se non facendo la guerra. E la guerra non e' un videogioco, la guerra e' una cosa seria. La 'no fly zone' -ha proseguito- vuol dire che ci sono aerei che sorvolano impedendo ad altri aerei di alzarsi in volo e se gli aerei si alzano in volo bisogna sparare". "Evidentemente quindi l'unica cosa seria da fare e' considerare i pro e i contro e in che modo Paesi come l'Italia possano contribuire. E la disponibilita' delle basi l'Italia l'ha gia' confermata l'ho detto in varie occasioni, con la condizione che ci sia un quadro di legittimita' internazionale, una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu su cui i Paesi membri stanno gia' lavorando, e una decisione della Nato". A questo proposito, Frattini ha ricordato che l'Italia ha gia' dato il via libera al cosiddetto 'contingency plan', un piano della Nato che esamina tutte le opzioni per una no-fly zone.

Nel tentativo di far cadere Muammar Gheddafi senza un coinvolgimento militare diretto nella crisi in Libia, gli Stati Uniti avrebbero chiesto all'Arabia Saudita di rifornire armi ai ribelli di Bengasi. Riad, che sta già facendo fronte "al giorno della collera" della sua comunità sciita (pari al 10% della popolazione), ha però mancato, fino ad ora, di rispondere alle richieste di Washington, nonostante il re Abdullah odi personalmente il leader libico che tentò di farlo assassinare circa un anno fa. Secondo quanto riferisce oggi il quotidiano britannico The Independent, gli aiuti potrebbero raggiungere Bengasi entro 48 ore attraverso una base militare o l'aeroporto. La richiesta degli Stati Uniti sarebbe in linea con altre operazioni di cooperazione militare con l'Arabia Saudita, che già negli anni '80 sostenne gli sforzi Usa per armare la guerriglia afgana in lotta contro l'esercito sovietico. Gli aiuti richiesti dalla Casa Bianca, secondo l'amministrazione Usa, permetterebbe di ridurre al minimo l'eventualità di un intervento militare diretto degli Stati Uniti.

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto al regime libico la fine degli attacchi "indiscriminati" contro i civili e messo in guardia Tripoli che qualunque violazione del diritto internazionale sara' portata dinanzi alla giustizia. Ban ha nominato un ex ministro degli Esteri giordano, Abdelilah al-Khatib, come suo "inviato speciale" in Libia perche' avvii "consultazioni urgenti" con le autorita' a Tripoli e nella regione per affrontare la situazione umanitaria. Il segretario generale dell'Onu ha anche avuto un colloquio domenica con il ministro degli Esteri libico, Musa Kusa, per dirgli che Tripoli deve assumersi la responsabilita' di "difendere i propri cittadini e ascoltare le legittimazione aspirazione del popolo libico di vivere in dignita' e pace".

Il leader libico, Muammar Gheddafi, ha accusato la Francia di "interferenza" negli affari interni del suo Paese. In un'intervista trasmessa stamane da France 24, rispondendo a una domanda sull'appoggio da parte del governo francese del Consiglio Nazionale -il nascente governo transitorio, formato dagli insorti a Bengasi- Gheddafi ha risposto secco: "Fa ridere questa interferenza negli affari interni. Cosa succederebbe se noi mettessimo bocca nelle questioni della Corsica o della Sardegna?". Nell'intervista il leader libico e' tornato ad accusare al Qaeda per la rivolta libica, ha detto che c'e' un "complotto" ed evocato la presenza di "estremisti armati" e di "cellule dormienti" della rete di Osama bin Laden. "Noi siamo partner -ha sottolineato di rimando- nella guerra al terrorismo". Domenica il ministero degli Esteri francesi aveva salutato la creazione del Consiglio Nazionale e affermato di sostenerne gli obiettivi.

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