L'ANALISI/ Se l'Europa e gli Usa continueranno solo a dirsi "profondamente preoccupati" senza far nulla, forse quel dittatore che è Gheddafi ce la farà anche questa volta
Signor Saif al Islam, per cortesia non ci faccia paura, ne abbiamo già tanta. Abbiamo letto che lei e il suo signor padre, il colonnello Gheddafi, siete molto irritati con l’Italia, anzi ha detto che presto farete i conti con tutti quelli che si sono schierati contro di voi e che sarà facilissimo rimpiazzare l’Italia con la Cina e con la Russia come partner petroliferi. Ha anche aggiunto che nessuno di voi, in questo momento, verrebbe in vacanza in Italia, né a sciare né in Sardegna, né a fare altro. Sia gentile e comprensivo, noi ce la stiamo mettendo tutta. I vari governi dell’Unione si agitano molto, ma, come avrà sicuramente notato, in ordine sparso e spesso in maniera estemporanea.
Noi “ facciamo la faccia feroce” ma, di grazia, non ci prenda troppo seriamente. I francesi sono i più interventisti, anzi vorrebbero partire per primi. Inghilterra e Usa sono pronti, ma aspettano di avere tutti gli imprimatur. Il nostro premier, parte lancia in resta, poi si ritira, quindi ritorna su una posizione attendista, quanto il vento europeo gira, lui coglie al volo l’opportunità di proporre un’Italia interventista, ma solo part-time, pronto a ribadire: “ Abbiamo invitato Gheddafi a recedere dalla sua posizione e dalle azioni che sta compiendo nei confronti dei suoi cittadini”. Il Consiglio europeo ha dichiarato all’unanimità che “ Gheddafi se ne deve andare e che il Cnt ( Consiglio Nazionale di Transizione ) è il nuovo interlocutore politico”.
La dichiarazione del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, è tanto seria da apparire tragicomica, se non ci fossero di mezzo centinaia, forse migliaia, di morti, volendo si potrebbe anche sorridere. I responsabili Ue si sono persino detti “ profondamente preoccupati per gli attacchi sui civili” e hanno aggiunto che “ i responsabili saranno chiamati a risponderne e ne pagheranno le conseguenze”, parola del presidente permanente della Ue, Herman Van Rompuy, il quale ha aggiunto “ tutte le necessarie opzioni saranno esaminate, a condizione che ci sia un bisogno dimostrato”. Come vede, signor Saif al Islam, i termini sono molto moderati e cortesi. Non è mai successo che a un dittatore, come il suo signor padre che ha sempre flirtato con tutti i gruppi terroristici mondiali ( Br e Raf comprese), che da settimane bombarda il suo popolo, reo di essersi ribellato alla dittatura, la comunità internazionale si rivolga invitandolo cortesemente a farsi da parte, altrimenti, ma solo se ci sarà “ un bisogno dimostrato”, bisognerà fargli toc toc sulle manine. E’ come se a Hitler fosse stato detto: “ Per cortesia Fuhrer, smettila di radere al suolo l’Europa e di sterminare gli ebrei, altrimenti saremo costretti a intervenire ”. Scusi il paragone, ma noi vecchi cronisti, si sa, siamo un po’ grossier.
Non perda la fiducia, signor Saif, chissà che, continuando a prendere tempo qua e là, alla fine il suo signor padre non riuscirà a mantenere il potere. Intanto noi, mettendo in atto la tattica opposta a quella francese, abbiamo nominato un console a Bengasi e manteniamo aperta l’ambasciata a Tripoli. Nell’arte acrobatica di tenere i piedi in due scarpe siamo imbattibili. Ma poi siamo realmente sicuri che l’Unione Europea e gli Stati Uniti vogliano realmente contribuire a sostenere e affiancare per tutto il tempo che sarà necessario un nuovo processo di autentica autodeterminazione e di democratizzazione in Nord Africa e in Medio Oriente ? Il che aprirebbe anche scenari macroeconomici che si scontrerebbero con l’attuale valvola di sfogo dell’economia mondiale di primo livello, la delocalizzazione, che si basa sulla manodopera a bassissimo costo.
di Guglielmo Sasinini



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