"Gheddafi nascosto a Sirte". Bombe inglesi sul bunker
Tripoli e' caduta ma, tre giorni dopo l'espugnazione della sua cittadella di Bab al-Aziziyah da parte dei ribelli, Muammar Gheddafi rimane introvabile. Nel frattempo, malgrado le disfatte subite e gli incessanti raid aerei della Nato, i lealisti non hanno esitato a contrattaccare nella stessa capitale della Libia, ingaggiando uno scontro a fuoco con gli insorti nei pressi dell'aeroporto, che hanno poi bombardato danneggiando tra l'altro un veicolo sulla pista. 
Continua inoltre a resistere Sirte, che i Tornado britannici sono tornati a colpire, prendendo di mira in particolare un vasto bunker. Altri caccia alleati hanno poi preso a loro volta di mira la citta' natale del Colonnello, distruggendo in particolare una trentina di veicoli militari. Caccia-bombardieri Tornado Gr4 britannici, secondo quanto fa sapere il ministero della Difesa inglese, avrebbero attaccato "intorno alla mezzanotte scorsa" lanciando "missili di precisione 'Storm Shadow' contro un vasto complesso fortificato". Secondo fonti riservate dell'Eliseo, citate dal periodico francese 'Le Parisien', Gheddafi si sarebbe nascosto proprio nella sua localita' di origine: un'ipotesi accreditata ieri a Roma dallo stesso Abdessalam Jalloud, ex numero due del regime.
![]() LE IMMAGINI |
Gheddafi ieri sembrava ormai in trappola, dato dai rivoltosi come intrappolato in un nascondiglio, insieme ad alcuni dei figli e a un manipolo di militari a lui fedeli, nel quartiere centro-meridionale di Abu Salim, non lontano da Bab al-Aziziyah. A 24 ore di distanza i ribelli hanno annunciato che la zona e' stata completamente conquistata, ma del leader libico non e' stata trovata traccia. Le ricerche si sono cosi' spostate al sobborgo adiacente di Mashrur, dove si sarebbero rifugiati i lealisti: si ignora tuttavia se vi sia anche Gheddafi che invece, secondo l'ex numero due del regime Abessalam Jalloud, potrebbe essere riuscito a fuggire nel deserto. Stando invece a fonti riservate dell'Eliseo, citate dal settimanale francese 'Le Parisien', si troverebbe invece proprio a Sirte.
Il Consiglio Nazionale Transitorio prosegue comunque per la sua strada, e ha annunciato che da ieri la sua nuova sede non e' piu' la 'periferica' Bengasi, ma Tripoli stessa, dove il governo-ombra ha tenuto la prima seduta. Da Istanbul, dove aveva partecipato a una riunione tecnica del Gruppo Internazionale di Contatto, il premier Mahmoud Jibril e' tornato a insistere sulla necessita' di ricevere aiuti finanziari, cosi' da garantire la stabilita' del Paese mentre il nuovo corso prende piede. Jibril ha sottolineato anche l'intenzione di rifondare Forse Armate e Polizia: ma anche per questo, ha avvertito, "ci occorrono capitali". A proposito della ricostruzione, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha respinto le indiscrezioni di stampa secondo cui si sarebbe aperta una "competizione" tra Italia e Francia per lo sfruttamento delle ricchezze libiche.
LA CRONACA DELLA GIORNATA
AMNESTY, LEALISTI MASSACRANO I PRIGIONIERI - Ci sono prove evidenti che le forze di Gheddafi hanno massacrato diversi prigionieri detenuti in due campi di Tripoli. Lo sostiene Amnesty International, citando testimoni oculari: altri detenuti che sono riusciti a fuggire mentre i luoghi di detenzione venivano bombardati con granate e colpi di artiglieria pesante e le guardie uccidevano almeno cinque persone. E' accaduto martedi' a Khilit al-Ferjan, a sud-ovest di Tripoli: dal campo di prigionia sono riusciti a fuggire 23 detenuti. Uccisioni sono avvenute anche nel campo di Qasr Ben Ghashir, a cinque chilometri dalla capitale: almeno cinque le persone uccise dalle guardie nelle celle.
L'UNIONE AFRICANA FRENA SUL RICONOSCIMENTO DEL CNT, "GOVERNO INCLUSIVO" - L'Unione africana (Ua) frena sul riconoscimento del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) di Bengasi quale legittimo rappresentante della Libia. E' vero, ha spiegato il presidente sudafricano Jacob Zuma, che le forze del Cnt "stanno prendendo il controllo di Tripoli, ma "una battaglia e' ancora in corso". Di conseguenza, ha aggiunto Zuma nella sua qualita' di inviato dell'Ua per quel che riguarda la crisi libica, non si puo' affermare la "legittimita'" del Cnt. A questi ultimi e agli altri attori della crisi, inoltre, si e' rivolto il commissario dell'Ua, Ramtane Lamamra, "incoraggiandoli alla formazione di un governo di transizione inclusivo di tutti e che sara' benvenuto nell'Unione africana".
DA GIORNALI INVIATI RAPITI FONDI A FAMIGLIA AUTISTA UCCISO - Le redazioni di Corriere della Sera, Avvenire e Stampa, con le direzioni di testata, hanno avviato una sottoscrizione interna per raccogliere un fondo di solidarieta' a favore della famiglia di Al Mahdi, l'autista assassinato mercoledi' a Tripoli durante il rapimento degli inviati Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina, Claudio Monici e Domenico Quirico. Lo fanno sapere in un comunicato le stesse testate giornalistiche. Al Mahdi, 42 anni, lascia la moglie, due figli e un terzo in arrivo. Originario della citta' di Zintane, a sud ovest di Tripoli, aveva condotto i giornalisti dal confine con la Tunisia fino alla capitale, dove e' avvenuto il sequestro dei quattro inviati.
TELEGRAPH, "ATTENTATORE LOCKERBIE FUGGITO CON GHEDDAFI" - Abdel Basset al-Megrahi, l'ex 007 libico condannato per l'attentato di Lockerbie del 1988, e' fuggito dalla sua casa di Tripoli: a riferirlo, al quotidiano britannico Telegraph, e' stato un vicino di casa, secondo cui l'uomo e' stato portato via da Muammar Gheddafi e si troverebbe ora con lui. "Dovunque sia, l'ha portato con se'. Sa troppe cose", ha affermato il vicino, Hussein Barba.
Al-Megrahi nel 2001 fu condannato all'ergastolo per la bomba piazzata sull'aereo della Pan Am, in volo da Londra a New York, esploso sopra i cieli della cittadina scozzese. Malato di cancro alla prostata, l'ex 007 e' stato liberato due anni fa dal carcere scozzese dove era detenuto ed e' tornato in patria, accolto come un eroe. Il suo rilascio ha suscitato vibranti polemiche da parte delle famiglie delle vittime. Indignati anche gli Usa: dei 270 morti della strage, infatti, 189 erano americani.
AMBASCIATORE GADDUR, GHEDDAFI VOLEVA UNA LAMPEDUSA "NERA" - Muammar Gheddafi voleva una "Lampedusa nera" inondata di immigrati provenienti dalle coste nordafricane. Lo ha confermato l'ambasciatore libico a Roma, Abdulhafed Gaddur, parlando ai microfoni di Radio Anch'io. Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, poco prima aveva spiegato che l'Italia ha le prove che il Colonnello voleva trasformare l'isola siciliana in un "inferno", ribadendo che la strumentalizzazione di immigrati puo' configurare un "crimine contro l'umanita'".
LA RUSSA, CAUTELA SITUAZIONE IN EVOLUZIONE - Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, invita ad adottare "cautela" sugli sviluppi della situazione in Libia e al GrRai dice: "I potere di Gheddafi in Libia e' finito, ma violenze e uccisioni non cesseranno immediatamente. Si apre una fase difficile, che potrebbe durare anche a lungo". Anche dal punto di vista degli sviluppi politici e sociali nel paese del Mediterraneo "la partita comincia adesso e sara' anch'essa delicata", ma i nuovi dirigenti libici "hanno confermato a Berlusconi e Frattini che tutti gli accordi che esistevano tra Italia e Libia saranno rispettati".
Per La Russa "non c'e' nessuna gara neocolonialista tra noi, la Francia, l'Inghilterra. I rapporti tra Italia e Libia potranno essere riportati alla situazione ex ante". Nel nord Africa "c'e' stata una generale sollevazione nei confronti dei sistemi politici che privavano i popoli di ogni diritto democratico e di liberta' e Gheddafi, come accade in Siria, ha deciso di bombardare il proprio popolo. Non stiamo parlando di paesi lontani, ma di paesi a un tiro di schioppo dall'Italia e l'Italia - conclude La Russa - non poteva disinteressarsi di cio' che stava accadendo, per questo siamo intervenuto in modo decisivo e da protagonisti per salvaguardare la vita dei cittadini libici, evitando una vera carneficina, in questo rivendicando il ruolo di paese presente per motivi umanitari, economici e di sicurezza".
VISITA SARKOZY E CAMERON "QUANDO GHEDDAFI SARA' CATTURATO" - Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico David Cameron sono pronti ad andare in Libia "appena Gheddafi sara' catturato". Lo riportano fonti dell'Eliseo citate da Le Parisien. La visita, rende noto il giornale, "avverra' prima del 1 settembre" giorno in cui si riunira' il gruppo di contatto a Parigi. Sempre secondo le fonti ascoltate dal giornale francese Sarkozy non si accontentera' di andare a Tripoli ma si rechera' anche nelle roccaforti dei ribelli a Bengasi e Misurata.
FRATTINI, NOSTRO IMPEGNO ANCHE DOPO CADUTA GHEDDAFI - "L'impegno militare italiano in Libia proseguira' anche dopo la cattura di Gheddafi, fino a quando le circostanze lo richiederanno". Lo afferma il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista a IlSussidiario.net. dopo la fine del conflitto, sottolinea il titolare della Farnesina, "l'Italia continuera' a giocare un ruolo fondamentale in Libia sul piano degli interventi infrastrutturali, del settore energetico, delle telecomunicazioni e dell'emigrazione, senza essere in questo scalzata dai francesi".
"Abbiamo gia' sul terreno a Bengasi un gruppo di esperti che sta collaborando con il Cnt in alcuni settori per favorire la ricostruzione e rimettere in piedi l'economia libica - ricorda Frattini - Speriamo di rivitalizzare al piu' presto il Trattato bilaterale del 2008 che prevede tutta una serie di interventi infrastrutturali, nel settore energetico, in quello delle telecomunicazioni e dell'emigrazione. A questo affiancheremo, se richiesti, l'addestramento della polizia e dei militari, settore nel quale abbiamo maturato una grande esperienza in altri teatri di crisi e che ci viene riconosciuta costantemente dai nostri partner internazionali".
Quanto ai passi necessari per stabilizzare la Libia in vista delle elezioni, secondo il ministro occorre "innanzitutto garantire l'unita' del Paese sconvolto da una guerra civile. Nel fare cio' essenziale sara' stabilire una sostanziale sicurezza per la popolazione civile; al momento troppi dispongono di armi e altri armamenti e, una volta concluso il conflitto, si dovra' procedere al disarmo delle milizie e ristabilire l'ordine pubblico, senza il quale nessuna elezione potrebbe aver luogo. Un altro passo importante e' il progressivo scongelamento dei beni libici affinche' il nuovo governo possa contare su risorse economiche da destinare al consolidamento democratico. In terzo luogo, occorrera' avviare l'attuazione della road map politica disegnata dal Cnt con l'istituzione di un governo provvisorio, la nascita di un' Assemblea Costituente e la successiva adozione di una Costituzione cui dovrebbe far seguito la consultazione elettorale".
Il tutto, nell'ambito di un processo politico che "deve essere assolutamente inclusivo di tutte le componenti della societa' libica. La leadership di Bengasi ha promesso di voler allargare il Cnt - e quindi il governo provvisorio - anche ad elementi non troppo compromessi dell'ex regime di Gheddafi oltre che ai Berberi e ai rappresentanti di altri settori della popolazione", conclude Frattini.
LIBIA: FONTI ELISEO, GHEDDAFI POTREBBE ESSERE A SIRTE - Muammar Gheddafi sarebbe a Sirte, sua citta' natale verso la quale si sta dirigendo l'avanzata dei ribelli. Lo riferiscono, utilizzando il condizionale, fonti dell'Eliseo citate da Le Parisien. L'ipotesi che il rais si sia rifugiato nella sua citta' natale era stata avanzata anche ieri a Roma dall'ex primo ministro libico Abdel Salem Jalloud secondo cui Gheddafi da qui potrebbe poi attraversare il deserto.
GHEDDAFI A IMAM, INCITATE GIOVANI AL JIHAD - "Incitate il popolo e i giovani a combattere la jihad" contro i ribelli e l'Alleanza Atlantica. E' l'appello che il colonnello Muammar Gheddafi ha rivolto agli imam libici nel corso del suo messaggio audio diffuso dalla tv al-Orouba.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.




















