Libia, Berlusconi apre, ma alla Lega conviene un clima teso
La Camera comincia a discuterne domani. E potrebbe essere oggi il giorno in cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader del Carroccio Umberto Bossi tornano a parlarsi faccia a faccia. Un colloquio che anche il direttore della 'Padania' aveva pronosticato si potesse tenere, vista la presenza dei due leader a Milano. Così non è stato, ma il premier e il Senatùr un paio di messaggi se li sono mandati comunque, anche se a distanza.
Prima di entrare in Tribunale per partecipare all'udienza del processo Mediatrade, lunedì Berlusconi ci ha tenuto a mandare un segnale 'rassicurante' all'alleato: la mozione presentata dal Carroccio è "condivisibile" e "ragionevole" e potrebbe essere approvata "integralmente" oppure modificata "in parte". Nel pomeriggio è il Senatùr a lanciare il suo messaggio al Cavaliere: "Berlusconi non è scemo, non vota per far cadere il governo".
Insomma anche alla vigilia dell'avvio alla Camera dell'esame delle mozioni sulla Libia, la Lega continua a tenere a mantenere un clima teso con il Pdl, restando al centro della scena politica, ben consapevole anche del ritorno elettorale che ne può derivare.
Berlusconi non nasconde di essere infastidito dalla tattica leghista, ma continua a essere convinto di essere in grado di ricomporre la frattura con 'l'amico Umberto' e che anche il Carroccio non ha nessuna intenzione di far cadere il governo. Ma per incassare il massimo 'profitto' - è il ragionamento che viene fatto a palazzo Grazioli - la Lega non scioglierà la riserva fino all'ultimo secondo. Da via Bellerio sostengono che la mozione leghista resterà quella depositata, e che sarà il Pdl a convergere su quel testo. Ma neanche i leghisti escludono che il vertice di oggi possa portare a qualche modifica.
Si continua dunque a lavorare per trovare la quadra e anche di questo si è parlato nell'incontro che i vertici del Pdl hanno avuto lunedì mattina a palazzo Chigi con Gianni Letta e i ministri Franco Frattini e Ignazio La Russa.
Durante l'incontro, gli uomini di Berlusconi hanno elaborato una serie di proposte di ritocco della mozione leghista da sottoporre poi allo stato maggiore del Carroccio. Oggi a palazzo Chigi si terrà un summit di tutta la maggioranza alla quale non è escluso possa partecipare anche Berlusconi. In questa occasione - secondo fonti Pdl - potrebbe arrivare l'atteso incontro tra i due leader. Magari sul volo che riporterà a Roma Berlusconi, che potrebbe dare un 'passaggio' a Bossi.
Al centro del lavoro di 'make up' della mozione leghista ci sono soprattutto due aspetti. Il primo è quello relativo alla data di fine intervento. Il Pdl apre anche se viene fatto notare che un limite temporale non può essere esplicitato. Ma c'è un altro punto su cui le divergenze sono un po' più di sostanza: la copertura finanziaria. Per ora l'intervento va avanti con fondi di ordinaria gestione del ministero della Difesa. Fondi che però, viene spiegato, possono bastare al massimo per ancora un mese.
La Lega pretende che la voce 'finanziamento' sia ben coperta e senza nuove tasse. Ma tra le ipotesi più in voga c'è quella dell'aumento delle accise sulla benzina. Altra opzione, proposta dai 'Responsabili', è invece quella di ricavare i fondi da una rimodulazione della presenza militare italiana in altre zone di guerra.



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