Libia, lettera di Gheddafi a Obama dopo il ritiro dei caccia Usa
Muammar Gheddafi ha inviato un messaggio a Barack Obama "in seguito al ritiro americano dalla crociata colonialista contro la Libia". Lo ha riferito l'agenzia ufficiale libica Jana. Non si conoscono ancora i dettagli del messaggio. 
Nel frattempo il regime di Muammar Gheddafi ha affermato di essere pronto al dialogo con i ribelli di Bengasi purché questi depongano le armi. L'annuncio di Tripoli è arrivato nella tarda serata di ieri, dopo che voci su possibili aperture del regime si sono rincorse per almeno 24 ore. E' stato il vice ministro degli Esteri di Tripoli, Khaled Kaim, a spiegare che il Consiglio nazionale di transizione (Cnt), pur non rappresentando "la base popolare in Libia", potrebbe contare su tutte le "garanzie" necessarie "per ogni processo politico" anche grazie all'intervento di "osservatori dell'Unione africana e dell'Onu capaci di dissipare ogni dubbio".
"La prossima settimana", a questo proposito, arriverà a Tripoli il comitato dell'Unione africana sulla Libia, composto dai capi di Stato Mohamed Ould Abdel Aziz (Mauritania), Amadu Tumani Tourè (Mali), Denis Sassu Nguesso (Congo), Jacob Zuma (Sudafrica) e Yoweri Museveni (Uganda). Toccherà a loro mediare tra le parti e negoziare anche con il nuovo ministro degli Esteri del regime, Abdelati Obeidi, che proprio ieri è stato designato al posto di Mussa Kussa, dopo la defezione di quest'ultimo e la sua partenza per Londra. Intanto della situazione in Libia discuteranno oggi anche il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, in occasione della visita del titolare della Farnesina a Washington.
Quanto alla situazione sul terreno, continuano i combattimenti a Misurata. Secondo l'emittente panaraba al Jazeera, sarebbe di due morti e 26 feriti il bilancio delle vittime degli attacchi compiuti ieri in città contro i ribelli libici dalle truppe fedeli a Muammar Gheddafi. Un bilancio che giunge a poche ore dalle accuse rivolte alla Nato dal capo militare della rivolta, il generale Abdel Fattah Younes: "La stampa internazionale deve sostenere con forza il popolo di Misurata e chiedere aiuto alla Nato che lascia morire gli abitanti di Misurata tutti i giorni", aveva detto in una conferenza stampa a Bengasi, bastione della rivolta nell'est della Libia. "Se la Nato aspetta ancora una settimana, non ci sarà più niente a Misurata", aveva aggiunto Younes. "Che fa la Nato? Bombardano qui e là" mentre gli abitanti di Misurata sono minacciati di "sterminio".



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