Libia/ Si combatte vicino a Tripoli. Gheddafi medita la fuga in Algeria
ORE DECISIVE PER LA GUERRA IN LIBIA - Si stringe l'assedio a Tripoli. Spari ed esplosioni sono stati avvertiti nella capitale libica, dove i ribelli avrebbero conquistato quattro quartieri. In un audio trasmesso in tv, il rais si è congratulato per l'eliminazione di quelli che ha definito "ratti". In un messaggio audio alla Tv, Gheddafi conferma di essere a Tripoli e di voler combattere "fino alla vittoria finale". Molti lo danno asseragliato nel suo bunker pronto a morire. Il Cnt: "La città sarà sotto il nostro controllo fra poche ore".
LA GIORNATA MINUTO PER MINUTO
FORZE INSORTI PENETRATE A TRIPOLI DA OVEST
Le forze degli insorti di Bengasi sono entrate a Tripoli da ovest. Lo riferisce un reporter dell'agenzia France Presse al seguito dei ribelli che meno di un'ora fa si trovavano ad appena 12 km dalla capitale a bordo di circa 100 veicoli.
GOVERNO, BILANCIO SCONTRI TRIPOLI E' DI 376 MORTI
Il bilancio 'ufficiale' degli scontri nel corso della notte tra sabato e domenica a Tripoli e' di 376 morti, sia tra le forze lealiste che tra i ribelli di Bengasi, e oltre 1.000 feriti. Lo riferisce il governo di Muammar Gheddafi.
LIBIA: RIBELLI AVANZANO ANCORA, SONO A 12 KM DA TRIPOLI
I ribelli libici sono ulteriormente avanzati verso il centro di Tripoli, da dove distano ormai non piu' di una dozzina di chilometri in direzione ovest: lo hanno riferito fonti giornalistiche al seguito delle milizie insurrezionali, la cui offensiva sulla capitale appare ormai sempre piu' inarrestabile. Le stesse fonti hanno aggiunto che i rivoltosi procedono a bordo di un convoglio motorizzato formato da oltre un centinaio di veicoli, e che lungo il cammino sono accolti festosamente dalla popolazione, che esplode colpi di arma da fuoco in aria per celebrare l'imminente caduta del regime.
AL-JAZIRA, AEREI NATO BOMBARDANO BUNKER GHEDDAFI
Aerei della Nato sono tornati a bombardare il complesso di Bab al-Aziziyah, la residenza-bunker di Muammar Gheddafi situata alla periferia meridionale di Tripoli, sulla strada che conduce all'aeroporto internazionale, teatro dalla notte scorsa di intensi combattimenti tra ribelli e forze lealiste: lo ha riferito l'emittente satellitare pan-araba 'al-Jazira', citando proprie fonti giornalistiche presenti in citta'. Intorno alle 4 del mattino nei pressi della stessa Bab al-Aziziyah erano gia' risuonate quattro violentissime esplosioni.
RIBELLI, SIAMO ENTRATI A TRIPOLI VIA MARE DA MISURATA
I ribelli libici sono penetrati a Tripoli anche via mare, entrando nel porto della capitale a bordo di navi salpate da Misurata, principale roccaforte insurrezionale in Tripolitania, 210 chilometri a sud-est: lo ha annunciato un portavoce degli stessi rivoltosi.
PORTAVOCE REGIME, TRIPOLI DIFESA DA "MIGLIAIA" VOLONTARI
Secondo il portavoce del regime di Muammar Gheddafi, Mussa Ibrahim, "Tripoli e' ben difesa" malgrado l'offensiva dei ribelli scattata ieri sera, perche' "disponiamo di migliaia di soldati professionisti" e anche di "migliaia di volontari che la proteggono". Ibrahim, che ieri aveva ammesso "l'infiltrazione" nella capitale della Libia di "poche decine di individui armati" che sarebbero peraltro stati "affrontati e respinti", ha quindi accusato la Nato di aver aiutato il nemico con copertura aerea, forniture di armi, intelligence e supporto logistico, e di essere quindi responsabile della carneficina in atto. "Per la Nato la cosa piu' importante e' la caduta del governo libico", ha denunciato, aggiungendo che l'Alleanza avrebbe "intensificato una campagna immorale contro il nostro popolo". Quindi ha affermato di avere prova del fatto che negli ultimi giorni i rivoltosi avrebbero effettuato non meno di 34 esecuzioni sommarie. "La gente comune", ha rincarato la dose, "e' giustiziata nelle strade di az-Zawiyah, di Gharyan e nel sobborgo occidentale tripolino di al-Janzur", ha precisato, riferendosi a citta' o zone sotto il controllo avversario.
GIORNALISTA VICINA A GHEDDAFI AL TG CON LA PISTOLA - La conduttrice del tg vicino al Rais minaccia i ribelli in diretta con una pistola in mano: "Con questa ucciderò o morirò. Non prenderete le nostre televisioni. Qui siamo tutti armati, vogliamo diventare martiri''
FOREIGN OFFICE NEGA NEGOZIATI: MOMENTO CRUCIALE - Londra ritiene che la crisi libica sia a un "punto cruciale" e al momento esclude l'avvio di un negoziato con Muammar Gheddafi. A Tripoli, ha spiegato a Skynews il ministro degli Esteri, Alistair Burt, la rivolta e' "chiaramente cominciata" ma "nessuno sa quanto ardua sara' o quando le forze di Gheddafi realizzeranno che il gioco e' finito". La coalizione e' "preparata per scenari differenti a seconda di quello che accadra", ma, nonostante l'Onu sia stata disponibile a un negoziato con il rais libico, "non creo che in questa fase potranno avere luogo dei colloqui. Non so nulla di negoziati in questo momento o circa la partenza di Gheddafi".
RUMORS, GHEDDAFI LASCIA TRIPOLI E PENSA ALLA FUGA IN ALGERIA - Secondo fonti locali, Muammar Gheddafi avrebbe lasciato Tripoli per trasferirsi, insieme alla sua famiglia, in una regione sulla frontiera con l'Algeria. Qui il Rais potrebbe contare sul sostegno e la protezione del suo clan e potrebbe trovare il supporto necessario per una successiva fuga in Algeria.
LA RUSSA, "CONFERMO LA PRESENZA DI AL JALLUD IN ITALIA" - "Quello che vi posso confermare è che effettivamente il numero due del regime di Gheddafi è in Italia". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. L'ex numero due del regime libico e braccio destro del colonnello Muammar Gheddafi, Abdessalem Jalloud, era fuggito venerdì da Tripoli.
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LIBIA, SI COMBATTE VICINO AL BUNKER DI GHEDDAFI - Tripoli si e' svegliata al suono, martellante, delle armi da fuoco. Secondo al Jazira, si combatte nel quartiere di Janzour.
E' stato udito, inoltre, il rumore di almeno quattro esplosioni proveniente dal centro della capitale libica. I ribelli libici, afferma ancora l'emittente, sono vicinissimi a Balb al-Aziziya, il compound da cui Muammar Gheddafi dirige le operazioni. Secondo una testimonianza, i lealisti hanno preso posizione sui tetti delle abitazioni di un quartiere adiacente al bunker e vi sono state delle sparatorie con gli insorti, tra i quali vi e' la stessa fonte di al Jazira.I cecchini di Gheddafi sono stati localizzati, in particolare, sul tetto dell'ambasciata nigeriana e su quello dell'ospedale Noor Eye. Anche il reporter della BBC, Matthew Price, afferma di aver sentito rumore di colpi di armi pesanti e di diverse esplosioni ma non ha saputo specificare da dove provenissero. Il bilancio delle vittime della prime battaglie a Tripoli sarebbe di almeno 100 morti, secondo gli oppositori di Gheddafi. Il bilancio riguarda solo i quartieri di Souq al-Jomaa e Hadb, ma sabato si e' combattuto a lungo in numerosi altri quartieri. Muammar Gheddafi e la sua famiglia, intanto, fanno sapere che "non abbandoneranno la lotta". Dopo quello con cui il rais annunciava che i "ratti" erano stati respinti, nella notte e' arrivato il messaggio del suo delfino, il figlio Saif al Islam. "Abbiamo molto fiato", ha detto comparendo in tv, "siamo nella nostra terra, nel nostro Paese. Resisteremo per sei mesi, per un anno, due anni, e vinceremo. Non ci sottometteremo e questa non e' una decisione di Saif al-Islam o di Ghedafi, ma di tutto il popolo libico". La famiglia di Muammar Gheddafi, ha aggiunto, "ha pagato il prezzo, come tutti i libici". Poi, Saif al-Islam si e' rivolto ai ribelli: "Se volete la pace, siamo pronti".



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