Il libano rischia una nuova guerra civile
La crisi politica in Libano preoccupa seriamente la Lega Araba. Secondo il Segretario generale Amr Moussa solo il varo di un nuovo governo d'unità nazionale può evitare che il paese dei cedri ripiombi in una nuova guerra civile. Mercoledì undici ministri del governo libanese, di cui dieci legati a Hezbollah, si sono ritirati dall'esecutivo guidato dal primo ministro Saad Hariri causandone la caduta. 
Nelle ultime ore stanno emergendo nuovi particolari sulle motivazioni che hanno spinto il movimento sciita filoiraniano a compiere questo passo. Secondo la stampa israeliana Hezbollah ha ordinato il ritiro dei suoi ministri per protesta contro la volontà di Hariri di non ostacolare un'inchiesta ONU dalla quale emergerebbe un ruolo attivo dell'organizzazione nell'omicidio di suo padre, Rafik Hariri, assassinato a Beirut nel 2005.
Sul piano più strettamente geopolitico il gesto di Hezbollah sarebbe invece un messaggio implicito alla Siria, ex-protrettrice del movimento sciita, la quale starebbe avviando una cooperazione con Usa e Arabia Saudita per la stabilizzazione del Libano "ridimensionando" Hezbollah. A questa manovra degli sciiti non sarebbe estraneo l'Iran, nuovo protettore di Hezbollah, il quale mirerebbe a mettere in chiaro con Damasco che nessuna soluzione in Libano é possibile senza aver a che fare con Theran e il suo braccio armato nella regione



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