Lettera aperta a Matteo Salvini

Mercoledì, 8 luglio 2009 - 15:15:00


Caro Matteo,

sto seguendo con sgomento e preoccupazione la vicenda che in questi  giorni ti ha travolto. Mi riferisco allo sciagurato video che ti  riprende in compagnia di amici mentre intoni cori razzisti verso i  napoletani.
Il mio sgomento è tanto più accentuato in quanto, in  qualità di Vicepresidente della Commissione Sicurezza di cui tu sei  Presidente, ti conosco da tempo come persona perbene e certamente  gentile ed educata.
Una persona, lo voglio dire apertamente, molto  lontana da quella che si può osservare in quel video.
Ho voluto dunque prendere carta e penna per testimoniare di fronte a  tutti che, da napoletano che si relaziona con un milanese come te, (mia moglie è milanese doc e i miei figli sono entrambi nati e vissuti a Milano)  ti conosco come una persona corretta; una persona che non ha mai avuto  nei miei confronti (o nei confronti di conoscenti provenienti dalla  stessa terra), atteggiamenti sgradevoli o intolleranti. Anzi! Per  tutti questi motivi stento a credere che tu, nell’ambito della tua  attività politica, abbia commesso un tale passo falso. Certo, posso concedere l’attenuante della goliardata e del momento euforico,  magari innaffiato con qualche boccale di birra di troppo, ma  l’amarezza rimane.

In qualità di napoletano, dunque, ti prego di prendere pubblicamente  le distanze da quel gesto, altrimenti vuol dire che finora ho  conosciuto un Salvini diverso, una persona con una doppia  personalità di cui sono certo non è così. L’argomento che, in seguito alle pressioni della stampa,  hai elaborato per scusarti, scusa se te lo dico, non regge. Hai detto  che quelle frasi umilianti nei confronti di tutti i napoletani in  fondo erano solo cori da stadio. Può essere! (Sappiamo bene che in certe situazioni si tira fuori il peggio si sé).
Ma ormai anche allo stadio, ce lo dice la sensibilità comune che si è andata affermando  in questi anni, ci sono dei limiti ben precisi. Non tutto è  tollerato, perfino allo stadio. Non si può, in altre parole, andare  allo stadio e intonare cori razzisti, è un atteggiamento che anche la  legge ormai non permette più.

Insomma, caro Matteo, hai fatto uno scivolone e ne prendo atto. Ti  chiedo di riflettere per bene su questa vicenda e soprattutto di  chiarire questa bravata non solo con i napoletani ma con gli italiani altrimenti potrebbe sorgere  il sospetto, infatti, che dietro i tuoi ultimi gesti e parole ci sia  un razzismo inconscio esteso verso gli italiani in genere.
La cosa  non si spiegherebbe altrimenti, dato che come ripeto, ti ho sempre  sentito parlare bene di tutti, senza distinzioni di razza o etnìa.
Caro Matteo, fai dunque un bel gesto che possa confermare la stima  che avevo di te prima di questo spiacevole episodio: chiedi scusa.
Te  lo chiedo a nome di tutti i napoletani, soprattutto di quelli che  vivono a Milano con soddisfazione, che amano i milanesi e ne sono  riamanti (io ne sono la prova vivente!). Ma te lo chiedo anche a nome  di tutti i milanesi, e sono la maggioranza, che sicuramente non si  riconoscono nei tuoi atti e nelle tue parole.
                                                                                                                                       
Un affettuoso abbraccio dal tuo amico napoletano Carmine Abagnale

Consigliere comunale
Vice Presidente Commissioni: Sicurezza – Lavori Pubblici – Servizi civici

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