Legge elettorale/ Violante (Pd) ad Affaritaliani.it: "La Corte rigetterà il referendum"

Mercoledì, 31 agosto 2011 - 19:00:00


luciano violante

Luciano Violante
"Il referendum  deve essere uno strumento per aiutare la riforma presentata dal Pd in Parlamento. Se viene considerato come lo strumento per tornare alla legge Mattarella è sbagliato per due ragioni: il ritorno a quella legge non è l'obiettivo del Pd e perché con altissima probabilità il quesito verrebbe rigettato dalla Corte Costituzionale". Luciano Violante, ex presidente della Camera e responsabile del Pd per le riforme, con un'intervista ad  Affaritaliani.it, bacchetta Franceschini che ha chiesto al partito di puntare sulla via referendaria piuttosto che su quella parlamentare.

Franceschini ha dichiarato che tutto il partito deve sostenere la battaglia referendaria perché la proposta presentata in Parlamento dal Pd non è sufficiente ed è meglio puntare sulla scelta referendaria. Che cosa ne pensa?
"Innanzitutto devo dirle che ho lavorato riservatamente per circa un anno con un gruppo di importanti costituzionalisti  italiani sull'ipotesi referendum al fine di sollecitare poi un processo di riforma della legge elettorale. Ma dopo averlo studiato molto a lungo e seriamente abbiamo rilevato che con altissima probabilità la Corte Costituzionale lo avrebbe dichiarato inammissibile".

Perché?
"Perché la Cassazione non avrebbe riconosciuto il principio di riviviscenza e questo avrebbe potuto comportare una sorta di conferma dell'attuale legge elettorale, una delle cose peggiori che possa accadere. E poi chiedere di raccogliere le firme sapendo del probabile rigetto della Corte sapeva un po' di presa in giro nei confronti dei cittadini".

Ma i promotori non lo sanno?
"Credo che lo sappiano: mica è un mistero"

Perché allora insistono?
"Perché il referendum può essere uno strumento incentivante: se raccogliessero milioni di firme sarebbe un fatto politico rilevante a prescindere dall'accoglimento o meno della Corte. Ma ripeto, il referendum deve essere lo strumento che aiuta la riforma presentata dal Pd. La nostra proposta di legge elettorale è quella approvata dai nostri organismi elettorali , firmata anche da Franceschini e Bersani e non quella Mattarella. Il referendum può essere considerato uno strumento che attiva non solo il dibattito pubblico ma anche un processo di riforma della legge elettorale. Una volta fissato questo punto tra le due cose non c'è contraddizione. Se invece si intende il referendum come una sorta di propensione verso la legge Mattarella sarebbe un errore: un partito non può cambiare idea ogni 15 giorni. Per questo credo che Franceschini per un verso e la Finocchiaro per un altro dovrebbero insistere affinché venga messa all'ordine del giorno al più presto. Si faccia un battaglia per questo e contemporaneamente si può fare la raccolta di firme per il referendum, ma questa non può essere un'alternativa".

Daniele Riosa

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