Legge elettorale/ Giorgio Tonini (Pd) ad Affaritaliani.it: "Sì al referendum Castagnetti"
![]() Giorgio Tonini |
Per cambiare la legge elettorale che cosa bisognerebbe fare?
"C'è in campo la proposta Passigli che non risolverà il problema dei parlamentari nominati e quindi di restituire ai cittadini il potere di eleggere il loro deputato o i loro senatore. Anzi in cambio toglierà loro il potere di decidere il governo perché l'unico effetto probabile di questo referendum è quello di togliere il premio di maggioranza e quindi di darci un sistema proporzionale puro come quello d'antan in cui i cittadini delegavano un partito e poi ci pensava il partito in Parlamento a formare i governi insieme agli altri. In sostanza i governi non scaturiranno più dal voto popolare. C'è invece allo studio un'altra ipotesi per colpire l'attuale legge assolutamente perniciosa".
Ovvero?
"Il referendum proposto da Castagnetti che permetterebbe di ritornare al Matterellum, ovvero al sistema maggioritario coi collegi uninominali, il modello preferito da sempre dall'Ulivo e dal Pd. Se fosse fattibile in termini di ammissibilità del quesito, sia in termini di mobilitazione necessaria per raccogliere mezzo milioni di firme entro il 30 settembre, sarei assolutamente favorevole a questa ipotesi. Per questo sono d'accordo sia con Castagnetti sia con Parisi coi quali nella riunione di direzione del Pd abbiamo caldeggiato questa ipotesi".
Bersani che cosa vi ha risposto?
"Non ha detto ne sì ne no. Ha detto di voler studiare la proposta".
Dunque la via referendaria potrebbe essere accettata dal segretario?
"Un referendum, quello Passigli, in campo c'è. Si tratta di decidere se deve essere l'unico, che con tutto il rispetto per chi lo promuove ci porta nella direzione opposta a quella che vogliamo andare, oppure se è il caso di metterne in campo un altro. Il problema è che il 30 settembre e alle porte e bisogna decidere entro stasera".
Condivide l'ipotesi di fare una legge elettorale in Parlamento?
"Assolutamente sì, però il Pd non ha la maggioranza. Il partito può fare un'iniziativa come ha già fatto in passato proponendo il doppio turno con recupero proporzionale. Si può fare sempre di più prendendo un'iniziativa più determinata come chiede Parisi. Sono d'accordo con lui nel rafforzare l'impegno parlamentare che può anche giovarsi di una parallela spinta di tipo referendario: le due cose possono andare assolutamente d'accordo".
Insomma il Porecellum proprio non le piace...
"E' chiaro che il tempo lavora a favore del Procellum: a un certo punto la legislatura finirà e si dovrà a votare con la legge attuale. Siccome noi non vogliamo andare a votare col Porcellum è necessario affrontare il problema. Il referendum in campo lo affronta in modo sbagliato e per questo noi dovremo mettere in campo un'iniziativa parlamentare determinata sostenuta, se necessario, anche da un'iniziativa referendaria nella direzione di ricostruire un sistema coi collegi uninominali e non un proporzionale puro".
Capitolo alleanze. Casini ha lanciato la proposta di un governo di unità nazionale per superare il berlusconismo. Che cosa ne pensa?
"Al momento c'è un governo e una maggioranza da una parte e un'opposizione dall'altra: sono tutti discorsi accademici. Semmai il problema vero per l'opposizione è quello di ragionare con quale proposta andiamo alle elezioni. Penso che la strada maestra sia quella che il Pd avanzi una proposta di programma e di leadership e poi raccolga attorno a questa le forze che saranno disponibili".
Sel compresa?
"Ripeto, le forze che saranno disponibili a sostenere la proposta e la leadership che il Pd avanza. Non ho pregiudiziali nei confronti di nessuno. Il problema, come giustamente sostiene Casini, è quello di evitare di fare un'alleanza eterogenea con forze che non hanno nulla in comune e che alla prova di governo ci porterebbe a un altro fallimento".
Che cosa bisognerebbe fare?
"Un programma chiaro che sciolga dei nodi in maniera decisa attorno a una leadership precisa. Penso che non possa che essere una leadership espressa dal Pd visti i rapporti di forza evidenti nel Paese".
Senza fare le primarie?
"Si può discuterne, è un passaggio che si può decidere di fare. Ma alla fine il risultato deve essere quello di avere un leadership e un programma chiari. Tutto questo sta in piedi se c'è un Pd forte".
Bersani potrebbe essere un buon leader?
"In quanto segretario è in pole position. Si vedrà"
Si è avanzata anche l'ipotesi Bindi...
"Sono tutte cose che si vedranno al momento opportuno. L'importante è non discutere di alleanza a prescindere dai contenuti. Il problema è quello di capire se un arco di forze che può essere credibilmente maggioritario si intesta un programma di vero cambiamento del Paese. Un programma che deve essere riformista, realistico e concreto".
Daniele Riosa



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