Legge elettorale/ Vendola ad Affaritaliani.it: “No alle grandi coalizioni”

"Vorremmo garantire la difesa del pluralismo politico. Inoltre i cittadini devono poter scegliere uno schieramento in modo tale che ci possa essere una contesa tra progressisti e conservatori anche in Italia". Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, con un'intervista ad Affaritaliani.it, spiega che sistema elettorale vorrebbe in vista delle prossime elezioni politiche. Poi il presidente della regione Puglia rilancia anche le primarie del Centrosinistra: "Le vuole anche Bersani. Io non lo dico più".
Quando incontrerà i leader degli altri partiti?
"Sinistra Ecologia e Libertà incontrerà la delegazione del Pdl nel pomeriggio di domani. Io non ci sarò perché sarò a Bruxelles. Ma ci sono già stati confronti e scambi di opinione ai più alti livelli col Pd e con l'Italia dei Valori".
Lei quale sistema elettorale preferisce?
"In questi anni ogni volta che si è messo mano al sistema elettorale lo si è fatto per ragioni contingenti. Per immaginare cioè come rafforzare dal punto di vista della delegazione parlamentare la coalizione vincente. Il tema elettorale è sempre stato trattato in sartoria: tagliare e cucire l'abito secondo le convenienze, quindi secondo un atteggiamento di opportunismo del ceto politico".
Fatta questa premessa?
"Per me il tema elettorale chiama in causa la crisi della democrazia, la domanda di partecipazione e la sfiducia che c'è nei confronti della politica. Per questo quello che dico e dirò a tutti i tavoli è che noi vogliamo salvaguardare due principi e su questa base possiamo mettere mano al sistema elettorale".
Il primo principio?
"La difesa del pluralismo politico che è la difesa di quello culturale. Il Parlamento oggi è vergognoso e separato dalla società anche perché le sensibilità della sinistra sono sostanzialmente scomparse".
Il secondo principio?
"Un altro bene che vorremmo garantire è quello della coalizione: i cittadini devono poter scegliere uno schieramento in modo tale che ci possa essere una contesa tra progressisti e conservatori anche in Italia. Perché altrimenti il rischio è che si possa determinare un clima permanente di emergenza che suggerisce coalizioni spurie e grandi coalizione che nel nome del bene supremo della galassia massacrano sistematicamente i soliti noti, dismettono le funzioni pubbliche, tagliano i servizi sociali, intervengono ferocemente sui redditi dei ceti medio bassi. Io vorrei avere una coalizione progressista e che i cittadini votassero e trovassero speranza in questa coalizione fondata sul lavoro e sulle giovani generazioni. E vorrei che le varie sensibilità politico culturali in Paese ricco come l'Italia potessero vivere nella dinamica parlamentare. Vorrei poi aggiungere un cosa...".
Dica pure...
"Oggi abbiamo meno partiti e meno culture politiche vere e abbiamo invece una diffusione di Scilipoti. E' terribile questa degenerazione: si è voluto limitare il pluralismo censurando una parte della ricchezza politica e sociale dell'Italia e si è articolata invece la rappresentanza del notabilato più folclorico che si possa immaginare, come quello incarnato da Scilipoti".
Per scegliere il leader della coalizione progressista bisogna fare le primarie?
"Lo dice anche Bersani oggi. Io non lo dico più".
Daniele Riosa


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