Governo/ La Lega Nord vola verso il 15%. An ko
"Il dato dell'Swg è davvero sorprendente - afferma Amadori -. Quota 10% in Italia non è soltato una soglia psicologica e superarla significa fare la differenza. Il Carroccio sta ormai assumendo la consistenza elettorale che aveva An ed è un polo di catalizzazione di voti. Il quadro nel Centrodestra è molto fluido e la capacità attrattiva della Lega è un segnale netto di una forte competizione interna. Da aprile ad oggi il movimento guidato da Bossi ha portato via al Popolo della Libertà circa tre punti percentuali, anche considerando la leggera ripresa del Pd nel Centrosinistra. Ipoteticamente non è escluso che il Carroccio arrivi fino al 13, 14 e anche 15%".
Non solo. Secondo il numero uno di Coesis Research, "la Lega può diventare in prospettiva l'erede del progetto berlusconiano e fare il pieno di voti quando il Cavaliere dovesse uscire dalla scena politica. C'è una crisi di identità negli elettori di Alleanza Nazionale, soprattutto con la nascita del Pdl, e in molti si stanno spostando verso il Senatùr".
"La Lega è l'unico vero ago della bilancia in Italia, anche perché il cosiddetto centro non supera il 5% circa dei consensi. In prospettiva il Carroccio un nuovo grande partito di Centrodestra. Ma potrebbe anche assumere il ruolo di perno tra Pd e Pdl e far vincere l'uno o l'altro a seconda delle alleanze". Tornando ai numeri, il movimento di Bossi "è ormai il primo partito in Veneto e probabilmente anche in Lombardia. E' il vero fenomeno emergente di questa legislatura. Non è più solo un partito nordista ma anche del Centro. E' molto coerente, ad esempio, con la forte tradizione dei comuni che c'è in Toscana e Umbria. E nelle Regioni centrali (Marche oltre a Toscana e Umbria) nel medio periodo la Lega può ottenere consensi non inferiori a quelli che ha al Nord, attorno al 10-12% e con punte del 20 in alcune zone specifiche".
Infine una considerazione. Secondo Amadori il boom del Carroccio "è legato alla crisi internazionale della finanza. E' la risposta pratica a questa globalizzazione cattiva e che distrugge ogni cosa. Bossi fa il pieno proprio perché rilancia l'identità, le radici e il territorio. Un tema che in tutto il mondo sta tornando d'attualità proprio come risposta pratica alla crisi dei mercati".



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