Ecco perché il Senatùr si sta "mangiando" il Pdl
Di Giuseppe Stella
ho letto la Sua opinione sulla Lega pigliatutto e il boomerang dell'alleanza mangia Pdl e lo condivido pienamente, anzi Le faccio i miei complimenti per la lucida analisi sostenuta.
Mentre alle origini, però, la Lega, nata come movimento voleva dividere il Paese, fare la secessione e discriminare il resto dell'Italia, definendo i meridionali assistiti, ora pare abbia cambiato tattica, forse da quando ha assaporato, grazie all'alleanza con Berlusconi e Forza Italia, i salotti ministreiali di Roma, prima definita spesso ladrona e altre simili cose. Senza dubbio il fenomeno di questo partito-movimento è solo in parte spiegabile a fil di logica, e la sua fortuna è nata probabilmente da una iniziale politica di partito rivoluzionario e contestatore che desiderava fortemente, non si è mai veramente capito se solo a parole, dividere il Paese in Macroregioni autonome con l'idea di un federalismo interessato ai preminenti interessi oltranzisti ed egoistici del Nord-Est, ricco già di suo per via di una miriade di piccole e medie imprese che arricchivano l'economia nordista.
Dopo l'escursus sulla secessione con mire di annessione all'Austria, alla quale la Lega guardava, e qualcuno guarda ancora, con interesse e come modello positivo da imitare, il movimento di Bossi si rese poi conto che un progetto divisione avrebbe comportato lotte cruente (e forse anche armate) perché il 4 o 5 per cento di elettorato non era tale da far passare in modo indolore il progetto perseguito. La malattia di Bossi insorta improvvisa ha fiaccato poi via via quelle ambizioni un po' boriose e bizzarre, ma già la discesa trionfale in campo di Berlusconi aveva imbrigliato e attenuato sufficientemente i desiderata dei leghisti.
Ma gli elettori, di fatto, che cosa hanno visto in realtà in questo movimento-partito per dargli così tanta fiducia? Credo l'appiglio di fortuna, forse solo illusorio, a un'identità perduta a casua della liquefazione dei partiti degli anni '80 e primi '90, dalla Dc al Psi, causata soprattutto dall'onda distruttiva ed invasiva, per non dire eversiva, di Mani Pulite. Quello fu infatti un periodo buio che molto influì sull'elettorato di quella zona del Nord e Bossi, abilmente inseritosi in questo gioco delle parti, fu visto un po' come la persona carismatica che avrebbe potuto tutelare gli interessi della piccola, media e alta borghesia.
Se poi l'abbia fatto veramente è ancora tutto da dimostrare, resta però l'interrogativo che il consenso, anche dopo la nascita del Pdl, in particolare in questi momenti, stia crescendo secondo i sondaggi a danno di Berlusconi e Fini ai quali la Lega che non è confluita nel Popolo delle Libertà da poco fondato starebbe erodendo voti a tutto spiano con estensione nelle altre Regioni non tradizionalmente leghiste e viciniore. Che cosa sta succedendo? Un po' quello che avviene nel Centrosinistra dove Di Pietro si sta mangiando pezzi del Pd e dei vecchi partiti, ora extraparlamentari, con la sua politica di contrasto, di intolleranza e di avversione spietata, e a volte persino virulenta a Berlusconi.
Insomma in Italia il bipolarismo così com'è a mio parere sta generando ibridi e si sta assistendo, di fatto, alla nascita di quattro grossi partiti, di cui due più consistenti e sappiamo quali: il Pdl, il Pd, la Lega e l'Idv, che potrebbero costituire la base portante per fare una nuova legge elettorale di tipo proporzionale con sbarramento al 5 o 6%. Probabilmente la conclusione sarà proprio questa visto che i quattro sono tra l'altro compagini che viaggiano ognuno per conto proprio e a volte entrano in conflitto tra loro.
C'è da dire che i caimani che erodono voti alle compagini più forti per ora li danneggiano aumentando il loro potere e dunque creando quell'equilibrio di forze che in Italia esisteva già ai tempi della Dc e del Pci. Corsi e ricorsi storici? Mi pare proprio di sì e credo che se le cose si evolveranno in tal senso assisteremo quanto prima a nuovi cambiamenti epocali e politici inediti.



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