Ru486/ E la Lega dopo la borsa scoprì la vita

Venerdì, 2 aprile 2010 - 16:49:00
Di Angelo Maria Perrino

Zaia Cota
Zaia e Cota
Natalia Aspesi, in prima su Repubblica, si fa colpire dal fascino celodurista dei due governatori leghisti Cota e Zaia.
Ma non c’è da fare colore giornalistico: dalle estreme geografiche del Nord Italia, il Piemonte e il Veneto, i due atletici quarantenni,emersi con clamore e successo dal cilindro di Umberto Bossi, con la loro uscita contro l'adozione della pillola Ru486 hanno ribaltato le ascisse e le ordinate della toponomastica politica tradizionale. Tatticismi furbeschi per ingraziarsi i preti, come vorrebbe il cinismo saccente ma sbrigativo degli opinionisti? Riduttivo.Troppo sincrona per non essere stata concordata. tra i due, la manovra. E troppo politica per essere farina esclusiva del loro sacco. Un'uscita così, di spessore etico ed ontologico prima ancora che politico, chiama in causa e modifica i valori fondanti e l’impalcatura ideologica del movimento padano ispirato dal fine giurista Gianfranco Miglio e divenuto in vent'anni il secondo partito del Nord Italia. E sottende un'operazione più ampia e profonda e la regia certa di qualche testa d'uovo di via Bellerio. Non è lo spontaneismo valleggiano di un Borghezio, insomma. C'è un pensiero politico-filosofico, alla base. E un riposizionamento strategico.

Stefania Prestigiacomo
Stefania Prestigiacomo
Perfino la Prestigiacomo, che non è di sinistra e non assomiglia neanche un po' a Simon Veil o Anna Arendt, ha bacchettato e contestato la decisione leghista, sostenendo che la pillola è un diritto della donna e le Regioni hanno il dovere di erogarla. Mentre al contrario la  Binetti, che sta all'opposizione (prima Pd ora Udc) ma appartiene all'Opus Dei, plaude e incoraggia la nuova Lega che mette al centro il valore della vita.

Con il movimentismo bossiano di lotta e di governo siamo al cospetto di una vera destrutturazione e ristrutturazione del panorama partitico-politico e del tradizionale asse destra-sinistra.La Lega, dopo essere diventata il partito più in sintonia con il presidente della Repubblica Napolitano (contestato nelle ultime iniziative sia dalla destra che soprattutto dalla sinistra) ed essersi seduta nel salotto buono della finanza grazie al  peso acquisito nelle fondazioni bancarie, ora inserisce nei suoi simboli, accanto alla camicia verde, lo scudocrociato della vecchia Dc. La novità è forte e merita di essere studiata. In quanto foriera di futuri, grandi cambiamenti.
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