E ora la Lega si sciolga
Di Giuseppe Morello
Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo sull’autonomia impositiva di regioni e province e sui costi standard per la sanità, si conclude la fase preparatoria del federalismo fiscale che dovrebbe compiersi definitivamente con l’approvazione della riforma entro marzo.
Insomma, sembrerà incredibile, ma il tanto evocato e sospirato federalismo sta per diventare realtà. Sembrava una chimera, sarà presto legge.
Un risultato per la Lega, ma anche un motivo di imbarazzo. Che fare ora? La Lega era nata per portare il federalismo nel nostro Paese, e si è sempre battuta precisando che destra e sinistra sono schemi obsoleti. L’unica cosa che contava era la distinzione tra favorevoli e contrari al federalismo. Ma ora che il federalismo è una realtà che farà il Carroccio?
A rigor di logica, essendo esaurita la sua mission, dovrebbe sciogliersi. Cosa fatta capo ha, missione compiuta, si torna a casa. O no? Come il socialismo per i partiti di sinistra del secolo scorso, il federalismo è l’apice escatologico del Carroccio, il fine ultimo, la sua intima ragion d’essere. Ma se questa, realizzandosi, viene meno come idea guida, Bossi e compagnia dovrebbero zittirsi e dileguarsi? Non potendo più ripetere come un mantra che il federalismo è la panacea di tutti i mali, non avrebbero più nulla da dire.
A marzo Bossi e Maroni rischiano di trasformarsi in una versione di Vladimiro ed Estragone ancora più assurda: cioè due che aspettavano Godot, ma poi restano spiazzati perché Godot arriva per davvero.
Ricorsi storici: Garibaldi unì l’Italia e si ritirò a Caprera. 150 anni dopo Bossi in un certo senso l’ha divisa. Si ritirerà a Isola Madre sul Lago Maggiore?



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