Da rossa a verde: così il voto operaio cambia l'Emilia Romagna
La rossa Emilia Romagna si tinge sempre più di verde padano. I leghisti entrano nella roccaforte comunista a e rubano i voti dei lavoratori. "Sono sempre stato di sinistra, come penso la maggior parte degli operai, ma adesso non esiste più, per questo mi sono avvicinato alla Lega. Che in fondo cosa chiede: rispetto delle regole e legalità": questa la giustificazione più diffusa tra gli elettori emiliani che hanno tradito la loro fede. 
Il popolo leghista
Uno storico cambiamento politico e sociale, che tre giornalisti modenesi hanno deciso di indagare nel film-inchiesta "Occupiamo l'Emilia", realizzato tra maggio e giugno scorso. Stefano Aurighi, Davide Lombardi e Paolo Tomassone, tutti e tre politicamente lontani dalla Lega, sono spinti dal desiderio di capire il fenomeno che sta trasformando la loro terra. Così hanno deciso di girare a loro spese un documentario di 80 minuti, che presumibilmente sarà distribuito in dvd e a cui è dedicato il blog http://occupiamolemilia.blogspot.com/.
Un lungo viaggio da Piacenza a Rimini, con un'immancabile incursione a Pontida, per scoprire che in Emilia Romagna la Lega Nord ormai è sul territorio, in una sorta di continuità tra vecchio Partito Comunista e Carroccio. "A Reggio Emilia tutti abbiamo parenti di sinistra e veniamo da un mondo di sinistra. La Lega, infatti, non è di destra", spiega uno degli intervistati nel film. "Una volta il Pci prendeva i voti al nord, mentre al sud vinceva sempre la Dc - dice una militante -. Anche allora dicevamo: bisognerebbe costruire un muro da Firenze in giù". E un sindacalista sottolinea: "In fabbrica si rivolgono alla Fiom, ma fuori votano Lega".
Il titolo del film nasce dall'invito che il ministro Giulio Tremonti fece in occasione della Festa della Zucca di Pecorara (Piacenza) il 31 ottobre scorso, a cui partecipò con Umberto Bossi. Ai militanti che chiedevano la secessione dall'Emilia a favore della regione lombarda, il Giulio nazionale disse: "Ho sentito "passiamo in Lombardia": no, occupiamo l'Emilia".



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