Lega/ Bossi attacca Brunetta e Montalcini, solidarieta' bipartisan
Mercoledì, 17 agosto 2011 - 09:45:00
Umberto Bossi si scatena da Ponte di Legno con un uno-due che colpisce Renato Brunetta e Rita Levi Montalcini e, forse per questo, suscita critiche bipartisan. Il leader della Lega riferisce di aver apostrofato il ministro della Pubblica amministrazione chiamandolo 'nano di Venezia' e invitandolo a 'non rompere i coglioni'. Casus belli, in Consiglio dei ministri e nelle diverse riunioni preparatorie, il paventato taglio delle pensioni, che la Lega rivendica di aver "salvato". Ma anche per il premio Nobel il Senatur non si risparmia. Con toni meno accesi assicura pero' di non avere dubbi: "Quando si ha bisogno, ci si regge con i voti che si puo' trovare, meglio Scilipoti di quella scienziata", ha detto riferendosi a Rita Levi Montalcini.
Primi a giungere in sostegno del ministro 'avversario' gli esponenti dell'Idv: "Esprimiamo solidarieta' al ministro Brunetta, vittima della volgare e incivile aggressione verbale di Bossi e ci rammarichiamo per il fatto che nessuno, neanche tra i suoi colleghi abbia sentito il bisogno di fare altrettanto", dice il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi. Immediata a quel punto la spiegazione di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: "A dir la verita' la tesi di un intervento sulle pensioni non era solo del ministro Brunetta e della Banca d'Italia, ma anche di alcuni di noi ed ha fatto parte della legittima dialettica che ha caratterizzato l'elaborazione della manovra".
E la governatrice del Lazio Renata Polverini attacca la Lega per il suo "cattivo gusto che sembra non avere limiti. Dopo le offese al ministro Brunetta e' la volta della senatrice Montalcini. Al ministro e alla professoressa va la mia solidarieta' e stima, insieme alla condanna di un linguaggio che non fa onore alla politica e a chi per di piu' ricopre incarichi di governo. Il dissenso e' legittimo ma non deve scivolare nell'insulto e nella volgarita' di cui ormai la Lega sembra non saper fare a meno".
Anche Udc e Pd si stringono al ministro della Pubblica amministrazione. "Tante volte non abbiamo condiviso le inziative e i modi del ministro Brunetta e, soprattutto, abbiamo censurato le molte riforme annunciate sulla carta e mai realizzate. Tuttavia, non possiamo accettare il linguaggio utilizzato nei suoi confronti da Bossi" afferma il centrista Mauro Libe', per il quale "Offese e frasi boccaccesche non si addicono a un membro del Governo, soprattutto in un momento come questo, in cui tutto il Paese deve essere unito e gli occhi del Mondo ci guardano con attenzione. Bossi si renda conto che con i suoi comportamenti danneggia l'Italia". E il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, Pd, stigmatizza le parole di Bossi sulla senatrice a vita e definisce "Inaccettabili anche gli insulti con i quali il leader della Lega ha apostrofato il suo collega di Governo, Renato Brunetta. Sono sicuro che Rita Levi Montalcini non si curerØ assolutamente delle parole di Bossi, tuttavia a nome della Provincia di Roma voglio ugualmente rinnovarle la stima e l'affetto di tutti i nostri concittadini". Sempre dal Pd Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, difende il premio Nobel dai "volgari attacchi": "Quando la Lega e' in difficolta' il suo leader, Umberto Bossi, sferra colpi in ogni direzione pur di distrarre l'attenzione dai veri problemi che non riesce ad affrontare". "Anche l'attacco al ministro Brunetta e' una vergogna - prosegue Chiti - ulteriore segno di una lotta intestina che si sta svolgendo all'interno del governo e che ci rende deboli e inaffidabili agli occhi dell'opinione pubblica europea. L'Italia ha bisogno di coesione, di responsabilita' e di credibilita': l'attuale governo non e' in grado di garantirle".
Primi a giungere in sostegno del ministro 'avversario' gli esponenti dell'Idv: "Esprimiamo solidarieta' al ministro Brunetta, vittima della volgare e incivile aggressione verbale di Bossi e ci rammarichiamo per il fatto che nessuno, neanche tra i suoi colleghi abbia sentito il bisogno di fare altrettanto", dice il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi. Immediata a quel punto la spiegazione di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: "A dir la verita' la tesi di un intervento sulle pensioni non era solo del ministro Brunetta e della Banca d'Italia, ma anche di alcuni di noi ed ha fatto parte della legittima dialettica che ha caratterizzato l'elaborazione della manovra".
E la governatrice del Lazio Renata Polverini attacca la Lega per il suo "cattivo gusto che sembra non avere limiti. Dopo le offese al ministro Brunetta e' la volta della senatrice Montalcini. Al ministro e alla professoressa va la mia solidarieta' e stima, insieme alla condanna di un linguaggio che non fa onore alla politica e a chi per di piu' ricopre incarichi di governo. Il dissenso e' legittimo ma non deve scivolare nell'insulto e nella volgarita' di cui ormai la Lega sembra non saper fare a meno".
Anche Udc e Pd si stringono al ministro della Pubblica amministrazione. "Tante volte non abbiamo condiviso le inziative e i modi del ministro Brunetta e, soprattutto, abbiamo censurato le molte riforme annunciate sulla carta e mai realizzate. Tuttavia, non possiamo accettare il linguaggio utilizzato nei suoi confronti da Bossi" afferma il centrista Mauro Libe', per il quale "Offese e frasi boccaccesche non si addicono a un membro del Governo, soprattutto in un momento come questo, in cui tutto il Paese deve essere unito e gli occhi del Mondo ci guardano con attenzione. Bossi si renda conto che con i suoi comportamenti danneggia l'Italia". E il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, Pd, stigmatizza le parole di Bossi sulla senatrice a vita e definisce "Inaccettabili anche gli insulti con i quali il leader della Lega ha apostrofato il suo collega di Governo, Renato Brunetta. Sono sicuro che Rita Levi Montalcini non si curerØ assolutamente delle parole di Bossi, tuttavia a nome della Provincia di Roma voglio ugualmente rinnovarle la stima e l'affetto di tutti i nostri concittadini". Sempre dal Pd Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, difende il premio Nobel dai "volgari attacchi": "Quando la Lega e' in difficolta' il suo leader, Umberto Bossi, sferra colpi in ogni direzione pur di distrarre l'attenzione dai veri problemi che non riesce ad affrontare". "Anche l'attacco al ministro Brunetta e' una vergogna - prosegue Chiti - ulteriore segno di una lotta intestina che si sta svolgendo all'interno del governo e che ci rende deboli e inaffidabili agli occhi dell'opinione pubblica europea. L'Italia ha bisogno di coesione, di responsabilita' e di credibilita': l'attuale governo non e' in grado di garantirle".



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