Swg/ Al Nord la Lega riscuote il 25% dei consensi. E cresce al centro (4%)
![]() Bossi |
Attacco al cuore della Lega Nord. Le due bombe esplose davanti alla sede di Gemonio sono uno sfregio al partito proprio nei territori dove il Carroccio riscuote il maggiore consenso. Ma, come ha detto il ministro Roberto Maroni, il Carroccio non ha paura. Perché il consenso è ben saldo nelle mani di Bossi e dei suoi generali. "Ci potrebbe essere qualche reazione emotiva a caldo, ma la partita vera si giocherà da gennaio in poi sulle questioni davvero importanti come il federalismo", spiega ad Affaritaliani.it Maurizio Pessato, amministratore delegato di Swg, uno dei più importanti istituti italiani di sondaggi.
E, al momento, la Lega è in una botte di ferro, soprattutto nelle regioni del Nord, tradizionale fortino del voto leghista: "Qui il partito riscuote un consenso intorno al 25%, mentre il dato a livello nazionale si attesta su una media dell'11 - 11,5 %". Rilevante è il trend di progressiva crescita che si registra nelle regioni del centro-Nord: "In Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Marche la Lega è arrivata a raccogliere il 3 -4 % dei consensi. Non è definibile, invece, la presenza al Sud, dove si hanno percentuali di consenso non rilevanti". Se si andasse al voto in questo momento, Bossi porterebbe in Parlamento un numero di fedelissimi sicuramente superiore rispetto ai 59 che si è guadagnato nel 2008.
"Un risultato soddisfacente per la Lega - commenta Pessato -, soprattutto se si considera che in questo momento la metà dei cittadini si dichiara sfiduciata verso l'intero sistema della politica italiana".
Ma c'è un però anche per il Carroccio. Se per ora non ha nulla da temere, qualche inquietudine arriva dall'ipotesi di proseguire questa legislatura di governo nell'incertezza che da mesi la caratterizza. "Se Berlusconi continua a governare con una maggioranza risicata, si rischia che le tanto promesse riforme, per esempio il federalismo che sta molto a cuore all'elettorato leghista, non vadano in porto. E a quel punto sì che gli elettori presenterebbero il conto anche alla Lega, che per questo spinge verso le elezioni: ha paura dell'effetto logoramento".
Umberto Bossi è, secondo il politologo Pasini, l'uomo dell'anno (Leggi l'intervista ad Affaritaliani.it: "Le pagelle 2010? Promossa la Lega, bocciato Bersani"). Ma chi potrebbe prendere il suo posto in un'eventuale successione interna al partito? "Innazitutto - conclude Pessato - direi che la leadership di Bossi non è assolutamente in discussione tra gli elettori e i militanti leghisti. A differenza di altri partiti, in cui si discute di leader alternativi, nel Carroccio non ci si pone nemmeno il problema di sostituire il Senatur, che così resta il numero uno indiscusso. Se si guardano le linee di gradimento, comunque, dopo di lui sono Roberto Maroni e poi Roberto Calderoli i due leghisti più amati".



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