Speroni (Lega) ad Affaritaliani.it: è vero, nel 2001 Forza Italia ci prestò 2 miliardi di lire

Venerdì, 14 ottobre 2011 - 11:25:19


"Come dimostra il titolo del documento - linea di credito - si tratta di un prestito, presumo garantito dal contributo elettorale statale, erogato a Forza Italia che ha girato alla Lega la quota parte corrispondente in considerazione del fatto che i due partiti si erano presentati in coalizione alle elezioni. Non ci sono né misteri né patti segreti, è semplicemente un'operazione contabile". Francesco Speroni, leghista della prima ora e attualmente capodelegazione del Carroccio all'Europarlamento, interpellato da Affaritaliani.it, commenta così la rivelazione de 'Il Fatto Quotidiano' sui due miliardi di lire dati nel 2001 da Forza Italia alla Lega Nord.



Patto tra Bossi e Berlusconi, dal notaio nel lontano 2000? (varie video-testimonianze)


Berlusconi pagò la Lega Nord prima delle elezioni del 2001? Così scrive il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Giorgio Meletti e Paola Zanca. Il Fatto correda questa notizia con la foto del fido: sarebbe la prova che conferma questa ipotesi. Forza Italia avrebbe girato al partito di Bossi 2 miliardi di lire. La stessa cifra, scrivono Meletti e Zanca, che l’ex direttore della Padania Gigi Moncalvo ha detto alla trasmissione “In 1/2 Ora” del 2 ottobre 2011.

Meletti e Zanca ricostruiscono la storia del fido bancario: “Il 26 aprile 2001, 17 giorni prima delle elezioni, la Banca di Roma concluse l’iter per la concessione di un fido del valore di 20,4 miliardi di lire al partito politico Forza Italia. L’operazione faceva capo alla filiale 70 di via del Corso, a Roma, a pochi passi da Palazzo Chigi, universalmente nota come “sportello dei politici”.

Ed ecco cosa era scritto nel documento riportato sulla versione cartacea del Fatto Quotidiano: “LINEA DI CREDITO DI LIT 20/MILIARDI, DI CUI LIT 2/MILIARDI DISTACCATI CON M/C IN FAVORE DELLA LEGA NORD”.



Meletti e Zanca si soffermano sulla clausola che riguarda la Lega: “La sigla M/C sta per “mandato di credito”, e significa che il tesoriere del partito di Bossi o un suo delegato è autorizzato da Forza Italia a farsi versare dalla Banca di Roma fino a 2 miliardi di lire dei 20,4 del credito complessivo concesso”. La curiosità è che l’unico debitore verso la banca rimane Forza Italia, ed in particolare Silvio Berlusconi: “La formula però implica che la Lega Nord ha il diritto di incassare i soldi, ma non ne resta debitrice verso la banca, che continua ad avere per tutta la cifra concessa un solo debitore in prima istanza, il partito Forza Italia, e un debitore in seconda istanza che è Silvio Berlusconi come prestatore della garanzia fideiussoria”.

Le date, spiegano Meletti e Zanca, coincidono con le scadenze elettorali: “Il comitato fidi vara la prima delibera per la concessione del credito, nella forma che abbiamo descritto, il 28 marzo 2001: mancano dieci giorni alla scadenza per la presentazione delle liste”. Il giorno dopo, proseguono, cioè il 29 marzo, “in via del Plebiscito, si tiene un vertice tra Berlusconi e Bossi proprio per le liste. Partecipano Claudio Scajola, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Rocco Buttiglione”.
 

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