La vittoria del Carroccio. La fine del Carroccio...?
Di Giuseppe Morello
Quando i leghisti ne parlavano negli anni '80 e '90 sembrava il delirio di valligiani invasati inclini a equivocare tra autonomia e secessione e ispirati da un intellettuale ancora più marziano di loro come Gianfranco Miglio, che sembrava uscito da Guerre Stellari. Il federalismo fiscale diventa legge. Certo, quello approvato è una versione molto più soft di quello inizialmente proposto dalla Lega, e in più siamo soltanto al primo passaggio, visto che saranno i decreti attuativi che il governo deve adottare entro due anni a stabilire i dettagli, ma intanto si gettano le basi per dare, come recita il primo articolo della legge delega, "autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni e garantendo i principi di solidarietà e di coesione sociale". È un passaggio storico che vede per altro un apprezzabile atteggiamento collaborativo di quasi tutte le opposizioni (il Pd si astiene, l'Idv favorevole, contraria l'Udc).
A dire il vero non si inventa niente, visto che dopo tutto si tratta di dare attuazione all'articolo 119 della Costituzione (già modificato nel 2001), ma affinché ciò accadesse ci sono voluti oltre 60 anni e la presenza dirompente della Lega (il partito più antico sulla scena), la quale nel votare la legge delega in un certo senso vota per la propria eutanasia. Lo stesso Bossi ha sempre detto infatti che una volta ottenuto il federalismo il Carroccio non avrebbe più avuto ragione di esistere, venendo meno la missione che lo costituiva.
In Senato, dunque, la Lega muore un po', ma nel farlo apre una pagina nuova della storia repubblicana. Vedremo se sarà meglio o peggio di quella che abbiamo alle spalle.
giuseppe.morello@affaritaliani.it
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