Lega, in autunno il congresso. Bossi lascia, sfida Reguzzoni-Maroni
Di Tommaso Cinquemani

Alla fine Roberto Maroni ha vinto la sua battaglia. In autunno si farà il congresso della Lega Nord. Secondo quanto hanno riferito ad Affaritaliani.it fonti vicine al leader Umberto Bossi dopo le ultime tensioni il Senatùr avrebbe ceduto alle richieste dell'ex ministro dell'Interno e della stragrande maggioranza degli amministratori locali. "Io sono favorevole a fare il congresso e le segreterie si stanno muovendo per questa richiesta. Ma soprattutto ci si deve incontrare fare per definire la linea politica, non tanto per mettere in discussione il segretario, che sarà sempre Umberto Bossi", conferma ad Affari Massimo Garavaglia, vicepresidente leghista della Commissione Bilancio al Senato.
Chi ha incontrato il Senatùr lo descrive di umore nero, sì perché Bossi si è sempre fatto vanto di essere il più amato dalla base e di interpretarne gli umori e i desideri. Ma negli ultimi giorni le cose sembrano essersi capovolte. Dopo il diktat, o la fatwa che dir si voglia, nei confronti di Maroni (il divieto di proferire parola in luoghi pubblici) si è alzato un muro di scudi da parte dei sostenitori di Bobo. Un chiaro segno che la base sta cambiando.
Che fare allora? Secondo i bene informati Bossi avrebbe deciso di riprendere l'iniziativa e di organizzare un congresso per mettere ordine all'interno del partito. Era dal 2002, al Forum di Assago (Milano), che il popolo padano non si riuniva per eleggere i propri leader. Ma Bossi non sarà in prima linea. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it infatti, il Senatùr lascerà la giuda della Lega per assumere il ruolo di 'padre nobile' del movimento e lasciare il campo al suo vice, Marco Reguzzoni, attuale capogruppo alla Camera.
Lo scontro sarà quindi tra Reguzzoni sostenuto da Umberto Bossi che metterà tutta la sua autorevolezza per assicurare la poltrona al suo uomo. Con lui anche il 'cerchio magico' con Rosi Mauro, Bricolo, Stucchi, Chiappori, Renzo Bossi (alias il Trota), Belsito (il dirigente coinvolto nell'affare Tanzania) e Gianpaolo Gobbo (influente sindaco di Treviso e presidente della Liga Veneta). Uno schieramento folto di nomi importanti, ma anche sul lato opposto si contano personalità di primo piano.
Maroni è sostenuto dal sindaco di Verona Tosi, Giorgetti (segretario della Lega Lombarda e presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio), Alessandri (leader del Carroccio emiliano), il governatore del Veneto Zaia e il trentino Erminio Boso. Ma la forza di Bobo non sta nei volti noti della politica nazionale, ma nelle migliaia di amministratori locali inviperiti dalla Lega 'romanizzata' che sostengono Maroni alla guida del partito. Tra di loro politici influenti come Matteo Salvini, leader meneghino e Attilio Fontana, sindaco di Varese. Battitori liberi saranno invece Cota, in rappresentanza del Piemonte e Cazlderoli che deciderà all'ultimo da che parte schierarsi.


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