La Lega manda sotto il governo alla Camera
| SONDAGGIO/ La Lega si astiene e il governo va sotto. Condividi il "nervosismo" di Bossi nei confronti del premier? In esclusiva, il testo integrale del decreto legge anticrisi |
Il governo è stato battuto alla Camera su un emendamento al decreto legge anticrisi presentato dal Partito Democratico e che riguarda il rispetto del patto di stabilità interno per gli enti locali. L'ordine del giorno, pur avendo ricevuto parere contrario del governo, è passato grazie all'astensione determinante della Lega Nord che contesta le agevolazioni concesse al Comune di Roma sul rispetto dei saldi di finanza pubblica. Mercoledì i sindaci leghisti avevano minacciato di non rispettare i limiti imposti dal patto di stabilità interno per protesta nei confronti della deroghe concesse al Comune di Roma. I sì all'approvazione al decreto anticrisi sono stati 283, i no 237, 2 gli astenuti.
Il Movimento per l’Autonomia non ha partecipato al voto finale sul decreto anticrisi alla Camera. Il deputato Roberto Commercio nel corso della dichiarazione di voto finale ha espresso il dissenso del partito rispetto a un provvedimento che "non rispetta le attese dei cittadini del Sud e non rispetta il programma elettorale".
Mercoledì il governo aveva incassato la fiducia della Camera sul dl anticrisi, ma era emerso l'intento dei sindaci e degli amministratori del Carroccio di sforare il patto si stabilità in segno di protesta dopo che una deroga speciale è stata concessa nei giorni scorsi al Campidoglio. "Questo - hanno sottolineato alcuni esponenti leghisti - è un'evidente autorizzazione morale per tutti i sindaci che hanno ben gestito i loro bilanci, erogando servizi di ottima qualità ai loro cittadini, a tenere lo stesso comportamento". "Il governo è fondamentalmente tranquillo, c'è una normale dialettica politica tra le forze che lo compongono, ma senza elementi di strappo". Lo ha assicurato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.
L'approvazione dell'odg presentato dal Pd, e non solo, ha sottolineato il segretario del partito Walter Veltroni, fa emergere tutte le difficoltà nelle quali si dibatte la maggioranza: "Quando è iniziata la crisi economica e finanziaria, - ha detto nel suo intervento in Aula - come hanno fatto altri miei colleghi europei dell'opposizione di tutti gli schieramenti, ho proposto al governo la collaborazione del Pd. Berlusconi ha risposto con tre parole, 'Me ne frego'... che ripensando alla storia di questo paese fanno venire i brividi. E' questa la profonda differenza che esiste tra noi e voi".
Le misure messe a punto dai governi europei per far fronte alla crisi economica in atto sono inadeguate. E' questo il giudizio di Confindustria che sottolinea la necessità di misure che stabilizzino i mercati, alimentino il credito, sostengano la domanda, migliorino le condizioni strutturali. Per gli industriali, quindi, sono "inadeguate le azioni dei governi perché lente, contenute, incerte, con tensioni e divisioni interne e tra i Paesi". In particolare gli industriali definiscono "controproducente il tempismo delle decisioni tedesche".



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