Lega divisa sulla legge elettorale. Maroni vuole il proporzionale. Inside
Di Tommaso Cinquemani

La riforma della legge elettorale non solo sta seminando zizagne tra il Pdl e la Lega, ma anche all'interno dello stesso partito di Umberto Bossi. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it le divisioni all'interno del Carroccio tra cerchio magico e i maroniani non sono certo sopite come qualcuno vorrebbe far credere. Con il congresso federale alle porte la Lega entra in una fase di stravolgimenti e Bossi tema di perdere il controllo di posti chiave. Per questo, nella ridda di proposte sulla legge elettorale, starebbe spingendo per mantenere l'attuale sistema. Il perché? Semplice, con questo tipo di legge i candidati sono scelti dalla segreteria politica della Lega e quindi da Bossi e dal suo 'cerchio magico'. Se invece si puntasse verso un proporzionale che lasci agli elettori la libertà di scelta la base della Lega sarebbe certamente più propensa a votare i maroniani. Politici più vicini al popolo leghista e meno ai palazzi romani. Questo darebbe la forza all'ex ministro di lanciare l'attacco ai vertici di partito.
"I candidati dovrebbero essere scelti dagli italiani". Attilio Fontana, sindaco di Varese e maroniano di ferro, sceglie Affaritaliani.it per denunciare i maneggi delle segreterie a danno degli elettori. "Il problema del nostro Paese è che gli eletti non sono mai scelti dagli italiani. E le spiego perché: con il maggioritario i collegi sono uninominali quindi se il partito decide che nel collegio di Varese ci deve essere Attilio Fontana, se c'è qualche leghista vule votare per un altro non lo può fare".


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